martedì 23 dicembre 2014

CORSI A 10 EURO DI TAIJI QUAN E QI GONG A ROMA





CORSI DI TAIJI QUAN E QI GONG
A 10 EURO! APERTI A TUTTI! ANCHE PER PRINCIPIANTI! LEZIONE DI PROVA GRATUITA!

ROMA - APPIO – TUSCOLANO, (metro A Ponte Lungo, Vicino Stazione Tuscolana) , Via Narni,19/a – 00181 (Sala san Gaspare, all'angolo con via Assisi),
Il Lunedi’ e il Mercoledi' ore 17.00 -- 19.00.
COSTO 10 EURO MENSILI (per un
turno settimanale di 2 ore).

Tai Chi Stile Yang e Chen, Qi Gong, Nei Gong,
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La quota e’ di 100 euro per tutto l’anno,
per un turno settimanale di 2 ore, di 150 euro per due turni.

(CI SI PUO’
INSERIRE IN QUALSIASI MOMENTO. SARANNO DETRATTE LE QUOTE DEI MESI NON
FREQUENTATI
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NON SI PAGA L’ISCRIZIONE AL CORSO, MA SOLO 6 EURO DI QUOTA
ASSICURATIVA. 

La domenica mattina dalle 10.30 alle 12.30 c'e' pratica
collettiva di Qi Gong e Tai Chi a villa Celimontana, Al Celio, metro B
Colosseo, metro A Manzoni o San Giovanni, entrando da via della Navicella n. 12
in fondo al vialetto a sinistra.


 Info: email marcellotaichi@supereva.it, Tel.
349-4504749.


 Per la lezione di prova basta venire negli
orari indicati con abbigliamento comodo e scarpe da ginnastica.





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MARCELLOTAICHI


http://www.youtube.com/user/marcellotaichi?feature=mhum  Facebook: Marcello Taichi -- Taijiquan e
Qi Gong a Roma :


https://www.facebook.com/taijiquanroma


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MERCOLEDI’ ore 19:30 – 21:00, IL SABATO MATTINA: ORE 10.30-12.30. CORSO DI
MEDITAZIONE IL MECOLEDI’ 18:15 – 19:15.



IL TAIJI QUAN E
IL QI GONG



IL TAIJI QUAN E IL QI GONG SONO SISTEMI DI TECNICHE NATE DALL’INCONTRO TRA
LE ARTI MARZIALI E LA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE.

Benefici


Il TaiChi può essere
praticato a tutte le età e per tutta la vita. Attreverso la pratica di questa
disciplina si raggiunge il rilassamento mentale e si favorisce la
concentrazione. Altri benefici consistono nell’eliminazione dello stress,
miglioramento della mobilità articolare (i tendini si allungano e si
distendono), aumento della profondità della respirazione con una conseguente
ossigenazione del corpo in maniera ottimale, prevenzione di molte malattie
aumentando la resistenza e la forza del corpo, prevenzione dell’osteoporosi,
aiuto ad alleviare i dolori causati da problemi alla schiena e alle spalle.
Inoltre è un forte aiuto psicologico per persone fortemente introverse
producendo una graduale apertura ed estroversione verso il mondo circostante e
gli altri.
Per la medicina
cinese, le malattie si sviluppano a causa di blocchi nei tragitti di
circolazione dei meridiani. Come l’agopuntura, il TaiChi, con i suoi movimenti
morbidi e armoniosi, contribuisce a rendere più flessibili le articolazioni,
eliminando blocchi cronici e a rendendo più scorrevole e libero il flusso
energetico. Insieme ad una dieta, ai massaggi e all’agopuntura, il TaiChi e il
Qi gong integrano l’insieme di tecniche offerte oggi dalla medicina cinese per
salvaguardare il benessere psicofisico.
Negli ultimi tempi la
cultura Orientale ha cercato di migliorare i risultati ottenuti combinando
queste antiche tradizioni con la medicina classica Occidentale; allo stesso
tempo, in Occidente, i centri olistici e di benessere e salute hanno
incorporato tecniche della medicina cinese tradizionale, tra cui il TaiChi
e il Qi gong, per offrire alle persone soluzioni efficaci nella guarigione o
nel miglioramento delle patologie.
In parole semplici,
il TaiChi è costituito da una ginnastica profonda, sana e terapeutica che
conserva la salute e favorisce notevolmente l’assetto psicofisico di ognuno.
Per ottenere questi
benefici  bisogna applicare bene quello
che insegnano i maestri: "avere disciplina, perseveranza e pazienza",
cioè praticare questa disciplina con costanza.
Gli effetti benefici
di queste tecniche sui diversi sistemi e parti del corpo possono essere schematizzati
in questo modo:





Sistema
nervoso

"Concentrare al massimo
l’attenzione per un conseguente benessere del sistema nervoso"

E’ noto che il
sistema nervoso dirige e controlla i vari organi del corpo. Per mezzo di
reazioni condizionate e spontanee, l’uomo si adatta a qualsiasi situazione,
nonché al cambio di ambiente.
Per praticare le
tecniche del TaiChi e del Qi gong è necessario aumentare la capacità di
concentrazione e non utilizzare la forza fisica per ottenere un buon
allenamento, e perciò un buon funzionamento delle cellule del sistema
nervoso. Il lavoro rilassato e il risveglio dell’attenzione del sistema
nervoso fa si che il cervello abbia una buona influenza e un ottimo
controllo sul resto dell’organismo.
Per questo
motivo, con il TaiChi  e il Qi gong
si avrà una sensazione di pienezza interiore e di benessere in tutto il
corpo che produrrà, insieme alla non sottovalutabile attività fisica, un
miglioramento della circolazione sanguigna e una maggior facilità
nell’impostare una corretta respirazione
 





Sistema
cardiovascolare

"L’aria come sinonimo di
benessere"

La pratica di
queste Arti  dimostra che
l’introduzione e l’espulsione di una maggior quantità di aria, e quindi di
ossigeno, in ogni ciclo respiratorio favorisce il cambio di pressione
all’interno del torace; in tal modo la circolazione coronaria è più libera
ed efficace; risulta aumentata la capacità e l’elasticità dei capillari e
si rinforza il processo di ossigenazione e riduzione di anidride carbonica
nel corpo.
Cosi’ migliora la
nutrizione e il funzionamento del muscolo cardiaco prevenendo
l’arteriosclerosi e le diverse malattie cardiache e cardiovascolari.
 





Il
sistema respiratorio

"La respirazione è la
nostra fonte di vita e vitalità"

Il possesso di
una buona tecnica respiratoria non ha come unico obbiettivo il controllo e
il dominio del ritmo e della frequenza del respiro, ma anche il
conseguimento di un grande carico energetico per l’organismo. La tecnica
del Tai Chi esige una respirazione dolce, lenta ma molto profonda, con
l’attenzione concentrata sul fatto che l’aria arrivi alla parte più bassa
dei polmoni.
Le contrazioni i
il rilassamento del diaframma e dei muscoli addominali, oltre ad esercitare
un vero e proprio massaggio sugli organi interni contenuti nell’addome,
assicurano una circolazione ottimale favorendo i processi di digestione e
una corretta attività intestinale.
Tornando alla
parte respiratoria, l’utilizzo dei polmoni in maniera completa e totale è
il modo migliore per mantenerli sani e forti, evitando che si verifichino
affezioni premature.
L’aumento della
capacità respiratoria, ossia la quantità di aria introdotta nell’organismo,
migliora la funzionalità polmonare nell’ossigenazione del sangue e di
conseguenza nell’ossigenazione dei tessuti e degli organi, che da un lato
porta ad un rinforzamento degli stessi, e dall’altro porta alla diminuzione
dell’affaticamento e il miglioramento della fisiologia organica. Quando si
eseguono gli esercizi fisici, si esercita un importante drenaggio delle vie
respiratorie che ha effetti estremamente positivi nei soggetti affetti da
stato di insufficienza respiratoria cronica, bronchiti croniche, catarro e
allergie nasali.
 





Il
Metabolismo

"Miglioriamo la nostra
vecchiaia"

Molte malattie
che si sviluppano in età avanzata sono legate alla riduzione di attività e
rallentamento del metabolismo.
Per esempio
l’arteriosclerosi è causata da una difficoltà nel processo di ossidazione
cellulare e dall’aumento di lipidi e colesterolo non smaltiti
dall’organismo.
L'esercizio del
TaiChi e del Qi gong contribuisce al miglioramento del metabolismo.




L'energia
L’energia che fluisce
all’interno del nostro corpo e ci mantiene vivi, ha origine da ciò che gli
orientali chiamano Tan Tian, un
punto situato a circa 3 cm. sotto l’ombelico. Questo è il punto in cui si trova
il centro vitale che permette di realizzare qualsiasi movimento senza
l’impiego di una forza fisica eccessiva e senza provocare alcun tipo di
tensione contribuendo col tempo a far si che ogni gesto e azione quotidiani
vengano realizzati in modo estremamente naturale, e facendo anche sì che non si
sviluppino forme di dolore dovute ad una postura sbagliata o ad un brusco
movimento delle articolazioni.
Nel TaiChi si
apprendono movimenti estremamente dolci, calibrati e lenti che, uniti ad un
forte flusso di energia, portano ad un equilibrio totale del corpo.
Questa tecnica
Orientale è un’arma ideale per recuperare la salute, un metodo di
"agopuntura naturale" e un’arte marziale di difesa non-competitiva.
In definitiva un complesso sentimento di totalità.
Per imparare ad
utilizzare l’energia, non è necessario utilizzare la forza.
E’ invece
importante ripetere ogni singolo movimento fino a farlo proprio.
L’attenzione
concentrata sul Chi (l’energia), è una caratteristica che identifica il TaiChi
e il Qi gong, e che li differenzia da altri tipi di esercizi.


 Il Tai Chi come strumento di prevenzione e
cura.

Il TaiChi e il Qi
gong hanno una grande importanza anche per quanto riguarda la prevenzione e la
cura delle malattie. Grazie all’eliminazione dello stress, permettono di
controllare tutte le patologie da esso causate.

Questo dimostra l’importanza del Tai Chi, che a differenza delle altre
ginnastiche ...


punto

Riunifica tutta l’energia che
abitualmente viene dispersa o mal gestita


Il primo effetto è una sensazione
di benessere in tutto il corpo, i muscoli lavorano senza alcuna forma di
irrigidimento, producendo una vera decontrazione muscolare che permette la
scomparsa della tensione nervosa, favorendo il funzionamento ottimale degli
organi e delle ghiandole




punto

Aumenta e procura una respirazione
profonda e addominale che costituisce il funzionamento di una buona
funzionalità organica

La rotazione continuata e
ripetuta del bacino e della schiena, produce una notevole elasticità dei
muscoli addominali e un massaggio benefico e curativo alla zona gastrica,
basso intestinale, ecc.; tale massaggio apporta un miglioramento dei processi
nutritivi prevenendo la comparsa di ulcere.




punto

Tonifica il cuore e regolarizza il
suo ritmo
,
 migliorando la circolazione del sangue,
la pressione arteriosa alta, malattie cardiache, tubercolosi polmonare,
reumatismi articolari, anemia, obesità e altre affezioni, specialmente
croniche.




punto

E’ molto indicato per prevenire e
allontanare sia i dolori lombari
che qualsiasi altra
patologia della colonna vertebrale,
la quale si rinforza e diventa più
flessibile con la pratica costante e attenta di queste tecniche.




punto

Stimola l'autostima e la sicurezza
di sè

Dona un carattere stabile
ai praticanti, dando una serena energia grazie alla quale i problemi
quotidiani vengono affrontati con una totale lucidità e rilassatezza.

Le caratteristiche di
ginnastica dolce le rendono praticabili a tutte le eta’ e tutti ne possono
trarre vantaggio.



I MAESTRI

IL M° GEORGE XU




Il maestro
Xu  e’ nato a Shanghai, ha cominciato la
pratica nel 1969, ha studiato diversi sistemi di arti marziali: Xin Yi delle
Sei armonie e dei Dieci Animali, Bagua del serpente, Pugno di cotone, Lan Shou,
Bagua del dragone. Ha cominciato a studiare Taiji stile Chen nel 1977 con il
maestro Shong Guang-En, che era stato uno studente interno del maestro Chen
Zhao Kuei, figlio del famoso Chen Fake. Successivamente approfondiva lo studio
con maestri di altissimo livello tra cui Qin Zhong Bao, Ho Bin Quan, Ye Xiao
Long ed altri. All’inizio degli anni Ottanta lascia la sua professione di
insegnante di matematica e si trasferisce negli Stati Uniti, dove inizia a
divulgare ed a tramandare i "grandi segreti del Taiji", oltre che con
la sua incessante opera di diffusione, invitando in Occidente alcuni dei
maestri più rappresentativi delle arti marziali cinesi. E' considerato uno dei
maestri più preparati degli Stati Uniti e tra i più prestigiosi per la diffusione
del Taiji fuori dalla Cina. Unisce ad una grande conoscenza e preparazione
tecnica una sorprendente capacità comunicativa e di insegnamento che ne fanno
sicuramente un maestro di altissimo valore. La sua conoscenza delle arti
marziali, sia da un punto di vista tecnico che filosofico-culturale, é molto
vasta. E' un profondo conoscitore oltre che di Taiji Quan, anche di Bagua
Zhang, di Xing Yi e Lan Shou. Nel 1995 arriva per la prima volta in Italia; da
allora su invito della scuola viene tre volte l’anno (primavera, estate e
autunno) per tre settimane ogni volta.



IL M° FLAVIO DANIELE





Flavio Daniele,
fondatore e guida della Nei Dan, vive a Bologna, dove insegna Arti Marziali
Cinesi (Taiji Quan, stile Chen e Yang, Xin Yi Quan dei 10 Animali e delle 6
Armonie e Shaolin Quan) e discipline di sviluppo mentale ed energetico ( Qi
Gong ). Inizia la pratica nel 1967 con il Judo, che lascia dopo tre anni, e con
il Karate Shotokan che porta avanti per oltre 15 anni, raggiungendo nel 1980 il
3° dan sotto la scuola del M° Hiroshi Shirai. A cavallo tra la fine degli anni
settanta e l’inizio degli anni ottanta comincia le prime esperienze delle arti
marziali cinesi. Intorno alla metà degli anni ottanta abbandona definitivamente
l’insegnamento del Karate e dello Yoga, che aveva iniziato nel 1970, per
dedicarsi esclusivamente allo studio dell’ arti marziali cinesi. Nel 1996
lascia anche la professione d’ingegnere informatico per dedicarsi
esclusivamente al loro insegnamento e diffusione. Sfruttando la sua lunga esperienza
nelle arti marziali e nello studio delle discipline orientali ( Yoga, Zen,
Taoismo ) e delle psicoterapie moderne occidentali, ha messo a punto, per la
pratica marziale, il TAO G. E. D. for Marzial Arts - La Via ( Tao ) dello
Sviluppo Energetico Globale. ( G.E.D. = Global Energetic Development ) per le
arti marziali- , tecnica di sviluppo delle proprie potenzialità
fisico-energetiche e mentali: integrazione armonica fra le moderne metodiche
didattiche occidentali e le antiche tecniche di controllo mentale, di
potenziamento fisico ed energetico orientali. E’ autore dei libri “ Le Tre Vie
del Tao “ edito dalla Meb nel 1997, "I Tre Poteri del Taiji Quan"
edito dalla Luni nel 2001, "La forma Antica del Taiji Quan Stile
Chen" ed "Il potere segreto del corpo nelle Arti Marziali" editi
sempre dalla Luni nel 2003. E' autore anche di un video didattico sul Taiji
stile Yang e di una serie di video didattici sugli antichi metodi di
potenziamento fisico-energetici del corpo (Nei Gong). Ha collaborato con la
facoltà di Scienze Motorie dell'Università di Bologna e scrive per le maggiori
riviste italiane (Samurai, Arti D'Oriente, Enertao) ed estere di arti marziali
e scienze dello spirito. Suoi articoli sono apparsi in Spagna e sulla rivista
americana Taiji Magazine, la più prestigiosa rivista internazionale di arti
marziali interne. E' comparso sulla rivista Panorama (nov. 1999), su Repubblica
Salute (maggio 2003) e su due delle più importanti riviste giapponesi di Arti
Marziali.




IL
SISTEMA DI ESERCIZI PER LO SVILUPPO DELLA FORZA INTERNA INSEGNATO DAL M° GEORGE
XU ED ELABORATO E SISTEMATIZZATO DAL M° FLAVIO DANIELE NEI SUOI LIBRI E NELLA
SERIE DI VIDEOCASSETTE (vedi il sito del M° Daniele: www.taichineidan.com)
E’ UTILIZZABILE DA TUTTI I PRATICANTI DI ARTI MARZIALI E SPORT DA COMBATTIMENTO
CHE VOGLIONO MIGLIORARE LE PROPRIE PRESTAZIONI MARZIALI SVILUPPANDO IL POTERE
INTERNO DEL CORPO, E DA TUTTI COLORO CHE VOGLIONO MIGLIRARE LA PROPRIA ENERGIA
E LO STATO GENERALE DI SALUTE.






PROGRAMMA DEL CORSO DI
TAI CHI CHUAN E QI GONG

1^ fase -  Lavoro sui PRINCIPI fondamentali (NeI Gong –
Lavoro interno):
a)      POWER
STRETCHING per i tendini ed i legamenti, per lo sviluppo della forza
elastica
 
Gli
esercizi di Power Stretching lavorano sulla forza della struttura. Il P.S. è un
modo di eseguire gli esercizi piuttosto che una specifica serie di esercizi. I
suoi principi base sono i seguenti:
                             
interno forte, esterno morbido
                             
muscoli profondi forti, muscoli superficiali rilassati
                             
Yang dentro, Yin fuori
                             
espansione del muscolo nelle 6 direzioni
                             
lavora per forze contrapposte 
Nel
P.S. è “l’interno” che muove “l’esterno”, mentre nello stretching classico è
solo l’esterno che lavora. Il muscolo superficiale lavora sulla velocità,
mentre quello profondo sulla potenza; il P.S. armonizza muscoli superficiali e
profondi, e coniuga dunque velocità e potenza, elasticità e potenza. Le
tecniche di P.S. non sono altro che le antiche tecniche di Qi Gong marziale e
di condizionamento; nel P.S. ogni movimento è finalizzato alle arti marziali.
La
sequenza di esecuzione degli esercizi di P.S. segue sempre il principio della
tripartizione di ogni aspetto della realtà: corpo - mente - spirito. Il corpo
può essere diviso in 3 parti tronco - gambe - braccia, che a loro volta possono
essere ulteriormente sezionati in piedi - gambe - anca, oppure mano -
avambraccio - braccio; a livello strutturale la tripartizione consiste in ossa
- muscoli - tendini e legamenti; ecc..
A
livello muscolare, abbiamo una divisione fra muscolatura profonda
(stabilizzata) e superficiale (di movimento); una è Yin e l’altra è Yang. E’
molto importante capire le funzioni e le azioni di ciascuna per poterle far
lavorare assieme in armonia. Di solito si tende a far lavorare di più il
muscolo superficiale perché è più “visibile” e più facile da controllare. Il
P.S. invece distende la muscolatura superficiale potenziando quella profonda;
esso richiede uno stiramento attivo, “consapevole” del muscolo. Lo stretching
tradizionale è passivo e unidirezionale mentre il P.S. è attivo e
multidirezionale.
L’obiettivo
di questo tipo di esercizi è quello di rendere il corpo forte ed elastico, di
massimizzare la forza di ogni singola parte strutturale (collo, vita, schiena,
anche, asse centrale, ecc.), e sbloccare le articolazioni. 
Campi
di applicazione del Power Stretching
Il power stretching
anche se è consigliabile iniziarlo dopo il sedicesimo anno d’età, secondo le
mie esperienze può essere e praticato, con i dovuti accorgimenti metodologici,
fin dall’età scolare. Per i suoi effetti può essere applicato in campo
sportivo, terapeutico-riabilitativo e in tutti i settori della motricità e del
benessere psicofisico e della salute in generale.
Ho iniziato ad
applicare a livello sperimentale la metodica allenante con il power stretching
con alcuni studenti ISEF e della facoltà di Scienze Motorie. Successivamente l’
ho applicata prima su quattordici studenti di età compresa fra i 15 e i 17 anni
praticanti sport individuali e sport di squadra, poi su quindici ragazzi di età
10-12 anni, infine su dodici persone della terza età e quindici disabili con
varie tipologie di handicap: fisici-motori, psichici, e su alcuni disabili con
problemi relazionali.
Tutti hanno ottenuto
delle performance superiori alle aspettative, in particolare modo i disabili
fisici, gli psichici e gli anziani.Tutto il lavoro di power stretching,
progettato sui principi delle arti marziali adattate, ha funzionato come
meccanismo di compensazione, favorendo le sinergie muscolari, equilibrando e
attenuando le tensioni, stabilizzando tutto il sistema neuro-motorio,
migliorando le prestazioni.
Nei disabili e nella
terza età ha contribuito a consolidare le abilità percettive e di orientamento,
migliorando il controllo e l’autonomia funzionale. I risultati raggiunti dai
partecipanti sono stati eccellenti, hanno superato ogni aspettativa, e questo
ci autorizza a sottolineare che i valori terapeutici e di recupero del power
stretching sono significativi e reali. Il power stretching agisce a tutti i
livelli dell’universo uomo, non ha e non pone limiti, migliora le qualità della
vita, riduce i disagi, favorisce lo sviluppo dei processi mentali, aumenta le
prestazioni e il rendimento (sportivo, scolastico, lavorativo), fa invecchiare
meglio, aiuta a ripristinare alcune abilità, allontana le ansie, rafforza
l’autostima, facilita i rapporti sociali, ed assicura il successo.
Carmelo Di Stefano
Docente di Teoria Tecnica e
Didattica dell’Attività
Motoria e Sportiva Adattata
presso la Facoltà di Scienze Motorie
Università di Bologna 
b)      ZHAN SSU JIN – per lo sviluppo
della forza a spirale
,

La prima forza che il praticante dovrà tentare di gestire è la forza (Jin) che “si arrotola come un filo di
seta” (Zhansi), espressione tipica
usata dai Maestri della famiglia Chen.
Il termine Zhan ssu jin
descrive un movimento morbido, circolare, a spirale e lento. I movimenti nel Zhan ssu jin devono essere continui ed
uniformi, senza interruzioni, descrivendo una traiettoria circolare.
Questa forza, che nasce dai movimenti a spirale del corpo, e
particolarmente delle anche, e che si manifesta in movimenti di rotazione e
rivoluzione delle mani, non si sviluppa in una sola direzione, ma è
tridimensionale, analoga a quella di un serpente. Con la forza a spirale,
l’azione si manifesta sempre in tre direzioni contemporaneamente: di lato, in
alto e in avanti, o di lato in basso e in avanti).
L’obiettivo di questo tipo di esercizi è quello di connettere
dinamicamente le varie parti del corpo, in modo che esso si possa muovere come
una sola unità senza sforzo, con grazia e armonia. 

2^ fase -  STUDIO DELLE FORME
Per lo stile CHEN
Lavoro
sull’approfondimento della forma di 83 movimenti. In questa fase si
applicheranno nell’esecuzione della forma, i principi studiati nella prima fase. 
Per lo stile YANG
L’insegnamento
comprende le forme semplificate di 8, 13 e 24 figure e della forma yang
tradizionale di 108 movimenti. In questa fase si applicheranno nell’esecuzione
della forma, i principi studiati nella prima fase. 
3^ fase – TEORIA:
 in questa fase verranno trattati
prevalentemente i seguenti punti:
a)    
ASPETTI FILOSOFICI
E CULTURALI DEL TAIJI
Il
lavoro intellettuale è una fase importante come momento di studio, di verifica
e riflessione, sia per se stessi sia per riuscire a trasmettere all’esterno le
proprie conoscenze in modo chiaro e consapevole. Per lavoro intellettuale non
si intende soltanto lo “studio” di princìpi, dei “Classici” o della teoria del
movimento, ma anche lo sviluppo dello spirito di osservazione sia all’esterno
che all’interno di se stessi.
Ciò
richiede la capacità di togliersi di dosso il maggior numero di condizionamenti
nei comportamenti e nei pensieri per potersi avvicinare all’essenza delle cose
con il candore e la semplicità di un bambino, ed avviare così il corretto
processo di comprensione di qualunque realtà.
Questo
lavoro risulterebbe sterile ed inutile se non venisse completato
contemporaneamente da una sua assimilazione “fisica” nel corpo; il lavoro
intellettuale deve quindi diventare vissuto interiore attraverso la pratica. In
questo modo il Taiji Quan diventa prima scienza e poi arte: il reale
apprendimento avviene nel corpo. Da qui inizia dunque il lavoro sul fisico,
come traduzione in concreto di quanto compreso nell’attività intellettuale.
Pertanto,
conoscendo la struttura ed il funzionamento dei meccanismi cinematici del
proprio corpo, si può cominciare ad impostare il lavoro su di esso.  
Trattando
una disciplina che ha origini lontane sia nel tempo che nello spazio, è
importante capire, nel senso descritto sopra, i princìpi e le basi della
cultura e della lingua cinese per riuscire a cogliere il reale significato dei
concetti in essa espressi.
Si
usano spesso termini cinesi per descrivere movimenti, princìpi o azioni, ma
spesso se ne travisa il vero significato in quanto se ne recepisce soltanto una
sua interpretazione.
Pertanto,
verrà svolto uno studio attento e rigoroso dei termini cinesi maggiormente
usati nel Taiji Quan. 
b)    
NOZIONI DI MEDICINA
TRADIZIONALE CINESE E DI ANATOMIA
Per poter
comprendere appieno la saggezza e le conoscenze contenute nei Classici del
Taiji Quan è fondamentale capire il funzionamento del corpo umano sotto ogni
suo aspetto: fisico, energetico e mentale.
Per
la dimensione fisica verranno tra l’altro esaminati la struttura del corpo
umano nelle sue componenti funzionali, le catene muscolari e la connessione
strutturale, le linee di forza, le funzioni meccaniche del corpo umano, i
muscoli profondi e superficiali.
Per
la dimensione energetica si studieranno le modalità di attivazione
dell’”alchimia interiore” nel lavoro di trasformazione delle energie
primordiali in energia vitale, e da questa in forza interna e successivamente
in forza spirituale. 
d)     QI GONG  
e)      Ovvero allenare e lavorare (GONG) con l’energia
(QI).
E’ importante ricordare che una corretta pratica di Qi Gong è basata su
tre presupposti fondamentali: il controllo del corpo, il controllo del respiro,
il controllo della mente.
 Saranno presentati e praticati
vari tipi di Qi gong quali:
IL NEI GONG (LAVORO
INTERNO), Gli esercizi della Longevita’, I 18 Esercizi Taoisti, Gli 8 Pezzi di
Broccato, Gli esercizi del Drago, Il Qi gong del Bozzolo di Seta, Il Qi gong
dei 5 Animali, Ed altri.



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ARTICOLI SUL TAI CHI



Le Posizioni Corrette per la Pratica del Tai Chi Chuan:
l' Allineamento Posturale (I)

Durante la pratica del Taiji Quan vogliamo che la nostra energia fluisca e si sviluppi in forza interna, un segno che pratichiamo correttamente . Per ottenere questo abbiamo bisogno che il nostro corpo assuma certe posizioni precise.
Ecco i punti fondamentali su cui lavorare per ottenere una corretta postura
1) Piegare le ginocchia e flettere le articolazioni delle anche
 Questo è importante perché le gambe sono la base che sostiene il busto. Piegare le ginocchia e flettere le articolazioni delle anche può offrire una buona base. Se quando abbiamo ginocchia piegate e anche flesse sentiamo di essere seduti su di uno sgabello invisibile è più importante che le gambe sono stabili, allora siamo sulla buona strada. Con la pratica costante gradualmente si riesce a sentire il Qi e lo Jing affondare nei piedi e alla fine tornare su fino alle mani.
2) Mantenere l’arco inguinale arrotondato e sciolto.
 L’arco inguinale è dove le gambe si congiungono col corpo. Dovrebbe essere mantenuto tondo come un arco in modo da poter girare o spostare il peso facilmente.
3) Posizione delle natiche.
 E’ possibile commettere l’errore di tirare in dentro le natiche e il coccige durante la pratica del Taiji. Questo errore può causare dolori nella parte inferiore della schiena perché questa postura determina un carico eccessivo sulla parte bassa della schiena. Occorre lasciare che le natiche cadano normalmente nella loro posizione naturale. Il Qi può circolare solo se il corpo è interamente rilassato. Se deliberatamente tiriamo in dentro le natiche creiamo tensione e pressione che possono soltanto bloccare il flusso di Qi non aiutarlo. Se lasciamo le natiche nella loro posizione naturale la tensione scompare. Quando il Qi vuole salire su le natiche e il coccige saranno tirati in dentro automaticamente per aiutare il Qi ad arrivare fino in cima alla testa. Poi coccige e natiche torneranno nella loro posizione normale, e si muoveranno dentro e fuori tutto il tempo se si è rilassati e si mantiene la giusta postura. Nel Taiji Quan di stile Chen le natiche si trovano in quattro differenti posizioni. Generalmente sono nella loro posizione naturale. Quando il Qi sale su le natiche sono tirate in dentro. Quando si gira a destra la natica destra viene su leggermente mentre la sinistra va leggermente giù. Quando si gira a sinistra, la natica sinistra va su e la destra giù.

Le Posizioni Corrette per la Pratica del Tai Chi Chuan:
l' Allineamento Posturale (II)
Durante la pratica del Taiji Quan vogliamo che la nostra energia fluisca e si sviluppi in forza interna, un segno che pratichiamo correttamente . Per ottenere questo abbiamo bisogno che il nostro corpo assuma certe posizioni precise.

Ecco i punti fondamentali su cui lavorare per ottenere una corretta postura

4) Mantenere il busto dritto. Quando il busto è diritto l’energia può fluire facilmente dai piedi attraverso la colonna fino alle mani. Questo è benefico per la salute. Dal punto di vista marziale spinte pugni, calci ecc. sono molto più forti quando il busto è dritto. Un modo semplice per mantenere il busto diritto è allineare le spalle con le anche. Ogni volta che ci si muove occorre muovere spalle e anche insieme. Ovvero muovere il busto come un corpo unico. Quando si è in grado di muovere il busto come un’unità sarà facile usare la vita per muovere le braccia. Per fare questo il busto si deve sempre muovere prima per guidare le braccia. E non muovere le braccia da sole.
 5) Tenere la testa come appesa ad un filo. Non inclinare la testa avanti o dietro quando si pratica il Taiji Quan, mantenere la testa diritta e immaginare un filo che tira dolcemente la testa verso l’alto dal centro. Tirare leggermente il mento in dentro aiuta la sospensione della testa. Tenere la testa sospesa aiuta a portare l’energia dal coccige o dai piedi fino alla cima della testa. Potremmo dire che senza un torso diritto e una testa dritta non ci potrebbe essere flusso di Qi o di Jing (forza interna). Dopo alcuni anni di pratica costante secondo questi principi, saremo in grado di capire dov’è la linea centrale. E quindi se si perde l’equilibrio si è in grado di riguadagnarlo rapidamente. E si può aggiustare il corpo a seconda della situazione. Flettere le articolazioni delle anche, piegare le ginocchia e tirare su la testa. Sono i tre più importanti requisiti per l’allineamento del corpo. Questo flettere ginocchia e anche aiuta la discesa del Qi fino ai piedi, sospendere la testa aiuta a portare il Qi dai piedi fino in cima alla testa.

Le Posizioni Corrette per la Pratica del Tai Chi Chuan: l' Allineamento Posturale (III)
Durante la pratica del Taiji Quan vogliamo che la nostra energia fluisca e si sviluppi in forza interna, un segno che pratichiamo correttamente . Per ottenere questo abbiamo bisogno che il nostro corpo assuma certe posizioni precise.

Prosegue l’analisi dei punti fondamentali su cui lavorare per ottenere una corretta postura:

6) Stirare la schiena.
 Significa tirare su l’ultima vertebra della colonna cosicché il torso possa allungarsi. Stirare la schiena aiuta a mantenere il corpo diritto. Inoltre aiuta a tirare dentro coccige e natiche al fine di favorire la risalita del Qi in cima alla testa.
7) Rilassare il petto.
 Una volta che il Qi ha raggiunto la cima della testa troverà da sé la strada per scendere, di solito attraverso la linea frontale centrale del torso. Occorre rilassare il torace e lasciar affondare le costole per offrire al Qi le condizioni ottimali per affondare.
8) Rilassare e lasciar cadere le spalle.
 Occorre sentire le articolazioni delle spalle come se stessero cadendo a terra. Non sollevare le spalle. Altrimenti l’energia salirà con esse, il corpo galleggerà nell’aria e si perderanno facilmente radici ed equilibrio. Inoltre lasciar cadere le spalle è la strada migliore per far sì che il torso e le braccia si comportino come un corpo unico.
9) Lasciar cadere i gomiti.
 Aiuta a lasciar cadere le spalle.
10) Sciogliere tutte le articolazioni.
 Tutti sanno che bisogna essere rilassati quando si pratica il Taiji Quan, ma non tutti sanno che occorre ugualmente sciogliere e stirare le articolazioni e i tendini. Quando tendiamo la testa verso l’alto e allo stesso tempo mandiamo il bacino verso il basso, allunghiamo la spina dorsale. Quando lasciamo cadere le spalle, i gomiti e i polsi, stiriamo le braccia. Quando pieghiamo le ginocchia e flettiamo le giunture delle anche, stiriamo le gambe. Stirando il corpo in questo modo favoriamo un buon flusso di Qi e un incremento della forza interna.
Ma il più grande segreto è praticare l’equilibrio di Ying e Yang. (…)

La Chiave per padroneggiare il Taiji Quan I
Essere “song” è la chiave per padroneggiare il Taiji Quan

Essere “song” è la chiave per padroneggiare il Taiji Quan.
 E’ difficile tradurre il termine song che significa essere rilassato, non usare forza bruta, stirare e sciogliere tutti i muscoli, i tendini e le articolazioni.
 Possiamo dire se un praticante è song testandolo nel “Mani che spingono”. E’ relativamente semplice essere “song” praticando la forma, lo è molto meno contrastando un avversario nel “mani che spingono”.

Se si è realmente song, quando si è attaccati si è in grado di controllare facilmente l’attacco. Questo perché tutte le giunture sono sciolte e la forza interna è sempre presente là dove è la mente. Quando le braccia sono in contatto grazie al rilassamento si può (sentire), intuire il movimento successivo dell’avversario e neutralizzarlo contrattaccando allo stesso tempo.
 Occorre essere sciolti e morbidi per uscire fuori da situazioni difficili. Scioltezza e rilassamento rendono difficile all’avversario mantenere l’equilibrio. In molti casi basta sciogliere la vita e le anche per risolvere molte situazioni.
 Non è possibile raggiungere alti livelli nel Taiji senza essere song (pochi sanno che essere song produce un forte potere).

Occorre distinguere tra song e rilassamento.
 Song indica l’abilità di un praticante di raggiungere un livello più alto.
 Deve essere rilassato, vigile (capace di sentire il movimento successivo dell’avversario), flessibile (capace di seguire), agile (capace di muoversi rapidamente) forte (come ferro avvolto nel cotone) e sicuro (delle sue capacità). Song è il risultato di parecchie migliaia di ore di appropriato allenamento.
 Non deriva dall’immaginazione o dal sogno.
 Il rilassamento è la base del Song ed implica il rilassamento della mente e del corpo intero.


La Chiave per padroneggiare il Taiji Quan II
Sciogliere ed allungare tutte le articolazioni del corpo per generare il "Peng Jing" (La "Forza Interna")

La cosa più difficile dell’essere Song è sciogliere e allungare tutte le articolazioni del corpo.
 Per questo quando pratichiamo la forma dobbiamo sospendere la testa come fosse appesa ad un filo, affondare la vita per sciogliere e allungare le vertebre del collo e di tutta la colonna, lasciar cadere le spalle ed i gomiti per sciogliere e allungare le braccia, piegare le ginocchia e mantenerle sciolte (per sciogliere ed allungare le gambe). L’allungamento delle articolazioni produce il “Peng Jing” o potere interno. Il rilassamento parte dalla mente; il punto cruciale è sciogliere le articolazioni delle spalle e delle anche. Una volta che queste sono sciolte si è sulla buona strada per essere Song. E’ importante praticare la forma in posizioni basse e strettamente connessi in modo che ogni movimento si generi dalla vita con la cooperazione del Tan Tien. Se la vita non si muove le braccia non dovrebbero muoversi. Se l’interno (il Tan-Tien) non si muove, l’esterno (il corpo) non si dovrebbe muovere. Nella pratica occorre muovere vita e Tan-Tien prima che le braccia si muovano. Non bisogna sottovalutare l’allenamento con le posizioni basse. E’ duro per le gambe, ma scioglie le articolazioni delle anche molto prima delle posizioni alte e accorcia il tempo per diventare Song. Aumenta anche molto la forza interna. Al contrario di quanti pensano che nel Taiji Quan conti più la mente che la forza, la forza interna è assolutamente necessaria e può essere ottenuta sia praticando la forma sia il power training, sia il bastone lungo, il bastone corto, la palla Taiji, il Taiji Qi-Gong ecc.. L’esercizio del power training gioca un ruolo importante nell’aiutare a diventare song e dare forte energia interna. Almeno un terzo dell’allenamento dovrebbe essere dedicato al power training.

La Chiave per padroneggiare il Taiji Quan III
La chiave di volta per divenire "song" è nell’articolazione delle anche



E’ importante sottolineare che la chiave di volta per divenire song è nell’articolazione delle anche.
 Ma Hong sostiene che quando le anche sono sciolte le altre articolazioni, a cominciare dalle spalle seguono facilmente. I classici dicono: la prima cosa è che ogni movimento dovrebbe partire dal busto e dalla vita e che per qualsiasi carenza la soluzione dovrebbe essere trovata nella vita e nelle gambe. Diventare song richiede tempo: all’incirca 10 anni praticando un’ora al giorno.

Nel “mani che spingono” è poi possibile testare i risultati del training. Qui emergono tutti i difetti come: usare forza bruta, senza peng jing (forma collassata) alzare spalle e gomiti ecc.. Dedicare almeno due ore a settimana al “mani che spingono”, è un lavoro molto importante per sciogliere le anche e diventare song. E questa è un’esperienza molto particolare ed eccitante. Da allora in poi ci si può muover verso i livelli più alti del training Taiji: il combattimento libero.

Analisi dei principi fondamentali del Tai chi e del qi gong I
Tre sono gli aspetti fondamentali per la pratica dell’energia interna: Regolazione del corpo (Tiao shen), Regolare la respirazione (Tiao xi), Regolazione della mente (Tiao xin).

Praticare il Qi Gong e il Taiji Quan significa prendere conoscenza ed approfondire la nostra consapevolezza delle regole della natura che ci governano. Significa studiare il Qi, l’energia vitale che permea noi e tutto l’universo; significa praticare questa energia, svilupparla, raffinarla, scoprirne le modalità in cui si manifesta e i percorsi in cui fluisce e poterla impiegare per fini che possano essere molto diversi e vanno dal campo terapeutico al marziale allo “spirituale”.

            Parlando brevemente del Qi Gong possiamo dire che si tratta di un argomento vastissimo suddiviso in categorie e sottocategorie.

            Un primo aspetto riguarda il Qi Gong medico, attraverso la cui pratica si possono prevenire e curare malattie di vario genere.

            L’origine degli esercizi terapeutici è il Qi Gong taoista. Questo perché la medicina tradizionale cinese e il pensiero taoista hanno la stessa origine. I principi fondamentali che stanno alla base della teoria medica cinese originano tutti dalla conoscenza taoista del mondo naturale.

            Il Qi Gong taoista comprende pratiche che servono per studiare e conoscere il mondo naturale che comprende anche l’uomo e quindi si occupa sia della conoscenza dell’uomo sia di come l’uomo possa unirsi ed entrare in comunicazione con la natura. In particolare è stata approfondita la conoscenza della salute, ossia di quali sono le condizioni di salute e quelle di assenza di salute e si sono scoperte le leggi di funzionamento per esempio i famosi meridiani: percorsi scoperti attraverso le ricerche taoiste di Qi Gong; e si è visto che questi canali possono essere aperti o chiusi e si sono sviluppate tecniche terapeutiche adeguate a liberare i blocchi che impediscono il fluire dell’energia.

            Un altro aspetto del Qi Gong riguarda quello che si è sviluppato nelle arti marziali. Oggetto di studio dell’aspetto marziale è come usare l’energia per difendersi o per attaccare un avversario. Anche nella categoria delle arti marziali ci sono un’infinità di scuole che hanno sviluppato pratiche particolari.

            Tre sono gli aspetti fondamentali per la pratica dell’energia interna:

1.         Regolazione del corpo (Tiao shen) (ovvero) - mettere a punto il corpo ovvero mettere il fisico in condizioni ottimali per la pratica.

2.         Regolare la respirazione (Tiao xi) - chi vuole praticare Qi Gong seriamente deve per forza gestire la regolazione della respirazione. Regolare la respirazione serve ad entrare nella condizione giusta di pratica.

3.         Regolazione della mente (Tiao xin) - la terza regolazione è la regolazione della mente ovvero del cuore. La regolazione del corpo e della respirazione sono fondamentali, ma senza la regolazione del cuore e della mente le prime due non sono sufficienti. Dalla regolazione della mente dipende l’esito effettivo della pratica (del Qi Gong) energetica interna. Quindi in realtà è forse l’aspetto più importante delle regolazioni. Regolare il cuore significa regolare la propria attività mentale, il pensiero e la propria volontà, la propria attività mentale in senso lato.


Analisi dei principi fondamentali del Tai chi e del qi gong II
Regolare il corpo significa entrare in una condizione propria, naturale. E’ la condizione che dà più benessere possibile da un punto di vista fisico.



LA REGOLAZIONE DEL CORPO
 Regolare il corpo è un concetto del Qi Gong che è quasi agli antipodi rispetto al concetto occidentale di regolare il corpo, cioè non è una attività ginnica come nuoto o palestra per migliorare la condizione fisica. C’è chi considera il Qi Gong e il Taiji Quan una specie di ginnastica cinese ma non è così. I principi di funzionamento delle attività sportive occidentali sono basati sul mettere in attività gli aspetti fisici muscolari in particolare e consistono nello sviluppare la forza e nel migliorare la potenza, la velocità e far sì che il cuore arrivi ad un certo numero di battiti ed è un’attività in genere faticosa nel senso fisico del termine. Fare questo tipo di attività fisica non presenta particolari problemi finché si è giovani, ma ad un’età avanzata o in caso di patologia non sempre è adeguata oppure non dà i risultati voluti perché è un’attività di sforzo, presuppone il superamento dei limiti fisici della persona. In realtà molta dell’attività ginnica sportiva occidentale non si può applicare a persone malate o in età avanzata.

Il Qi Gong classifica queste attività sportive come fondamentalmente innaturali che vanno oltre le capacità proprie della persona.

Invece Qi Gong e Taiji Quan sono classificati come naturali.

 Regolare il corpo significa entrare in una condizione propria, naturale. E’ la condizione che dà più benessere possibile da un punto di vista fisico.
 Per entrare in questa condizione bisogna passare attraverso un rilassamento fisico e quindi la differenza fondamentale tra il Qi Gong e il Taiji Quan e le nostre attività sportive è che all’inizio della pratica non bisogna fare esercizi di riscaldamento, non c’è questo aspetto di attivazione del nostro fisico. Nella nostra vita quotidiana siamo sottoposti a grandi affaticamenti psichici e la maggior parte delle persone è sottoposta a stress di tipo psichico e anche di tipo fisico, perché la tensione si estende facilmente al corpo. Questi due tipi di tensione inducono nel nostro corpo una circolazione scorretta e caotica dell’energia e, se questo tipo disordinato di moto energetico si protrae nel tempo si avrà come conseguenza lo sviluppo di qualche forma patologica. Vari tipi di malattie sono originate da problemi di disordine nel moto energetico della persona. La circolazione energetica in una persona normale e sana è regolare con dei moti che seguono leggi ben precise e regole sia spaziali che temporali in momenti diversi l’energia circola con modalità diverse nelle varie parti del corpo.

Quindi praticare il Qi Gong e il Taiji Quan significa anche prendere conoscenza ed approfondire la consapevolezza delle regole naturali cui siamo sottoposti. Sfruttando queste conoscenze si può riuscire a curarsi e a regolare il proprio fisico. Quindi la prima cosa da tenere presente durante la pratica è la regolazione del corpo (Tiao shen).

 Esistono molti metodi pratici di regolazione. La regolazione del corpo si basa innanzitutto sul rilassamento completo del corpo ovvero rilassare il corpo dalla testa alla punta dei piedi, un rilassamento assoluto di ogni cellula del proprio corpo compresi gli organi interni. E’ un tema molto importante e molto profondo ed esistono varie tecniche per raggiungere lo scopo.

1. Rilassamento dall’alto verso il basso: SHANG XIA FANG SONG FA.
 E’ un primo tipo di rilassamento. Evidentemente è un metodo che prevede una operazione di rilassamento che inizia dal capo e scende sino ai piedi. Per esempio ci si puo’ immaginare pieni di un liquido, di acqua, e lentamente fare scendere questo liquido nel vostro corpo e mano a mano che scende si compie un rilassamento. Questo tipo di rilassamento è molto indicato nelle persone ipertese o che soffrono di pressione alta o nelle persone nervose, emotivamente sempre stressate e agitate. Quando si vuole praticare il Qi Gong, all’inizio si puo’ usare questo tipo di rilassamento e ripeterlo più volte fino a raggiungere un certo grado di rilassamento. E’ la ripetizione della pratica di rilassamento che porta ad un rilassamento, quindi se si è deciso di praticare, prima occorre rilassarsi e ripetere una operazione di rilassamento sino a che si raggiunge il rilassamento completo del corpo.

2. Rilassamento dal basso verso l’alto: CONG XIA WANG SHANG FAN SONG FA.
 Questo è un metodo di rilassamento che inizia dalla pianta dei piedi e risale fino alla testa. Si adegua alle esigenze di chi ha la pressione bassa o di chi soffre di anemia; sarà un rilassamento che inizia dalla pianta dei piedi e man mano risale fino al capo. Per esempio un sistema che si può usare in questo caso è quello di mettersi sdraiati con i piedi in posizione sollevata; alzare i piedi con un cuscino e tenere la testa più in basso dei piedi. E’ un metodo che si addice anche alle persone che soffrono di difficoltà circolatorie agli arti inferiori; se si hanno questi problemi si può provare ad usare questo sistema di rilassamento dal basso verso l’alto. Altri casi in cui è indicato è il prolasso degli organi: dello stomaco, dell’utero, dell’ano, del rene.

3. Rilassamento dalla parte anteriore alla parte posteriore del corpo: QIAN HOU FAN SONG FA.
 Ci sono persone che durante i propri tentativi di rilassamento trovano difficoltà a rilassare la parte posteriore del corpo: possono usare questo sistema iniziando frontalmente e rilassando il corpo fino ad arrivare posteriormente. Chi soffre di mal di schiena, di lombalgia, dorsalgia o sciatalgia: fa fatica a rilassare queste parti posteriori; può provare ad operare un rilassamento prima nelle parti più semplici da rilassare, quindi frontalmente, e poi spingere il rilassamento fino a dove avverte dolore. Ci sono altre persone che al contrario hanno delle parti difficili da rilassare frontalmente: ad esempio senso di schiacciamento al petto, pancia gonfia, sensazioni di pienezza fastidiosa al costato e ai fianchi, tutte zone che non si rilassano facilmente: potrebbero tentare di rilassarsi al contrario, da dietro verso davanti, invertire quindi il senso.

4. Rilassamento da sinistra verso destra: ZUO YOU FAN SONG FA.
 Ci sono persone che si rendono conto che hanno una metà del corpo che non riescono a rilassare: esse possono provare a fare un rilassamento laterale per esempio da destra verso sinistra. Se non si riesce a rilassare la destra si può partire dalla parte sinistra e spingere il rilassamento verso destra. Questo rilassamento ha lo scopo di rilassare in maniera omogenea tutto il corpo, quindi si può usare la capacità di percezione nella differenza di rilassamento tra le due parti del corpo. Si può usare questo sistema per cercare di rilassare quella metà del corpo che si fa fatica a rilassare.

5. Rilassamento dall’interno verso l’esterno: NEI WAI FAN SONG FA.
 Si può pensare a questo metodo se i precedenti non soddisfano, rilassando dall’interno del corpo verso l’esterno. Le persone che sono molto tese, molto nervose, molto emotive, possono pensare ad un rilassamento che inizia al centro del cervello, da un’area centrale nella testa; si incomincia a rilassare questa zona centrale e si espande il moto di rilassamento verso l’esterno. Per effettuare bene questo tipo di rilassamento è meglio cercare un luogo appropriato, che dia una sensazione di benessere, di piacere: se è un luogo naturale, positivo, è meglio. Questo è un rilassamento di ingrandimento, nel senso che inizia da un punto piccolo e si espande buttando all’esterno la condizione di non rilassamento. Pensiamo alle persone che hanno problemi emotivi considerevoli, sono depresse o troppo tese e stressate: queste persone più pensano, più cercano di rilassarsi, più la testa va in agitazione. Quindi questo è un metodo che può essere utile nell’eliminazione di queste tensioni, perché si catturano queste tensioni dall’interno e si buttano fuori. E’ un metodo per le persone molto introverse, depresse, che parlano poco e si tengono tutti i motivi di ansia e le arrabbiature dentro. Questo è un sistema per chi comprime all’interno i problemi, per aiutarlo a tirare fuori tutto quello che è stato compresso dentro. Un altro tipo di rilassamento è per così dire il contrario di questo, va dall’esterno verso l’interno, anche se non è esattamente alla rovescia.

6. Rilassamento dall’esterno verso l’interno: WAI NEI FAN SONG FA.
 Il metodo precedente, dall’interno verso l’esterno, si adegua a chi ha troppi pensieri per la testa e li deve buttar fuori. Al contrario il sistema che va dall’esterno verso l’interno si adatta alle persone che sono deboli, stanche, che sono in vuoto di qi, di energia e di sangue. E’ importante scegliere un ambiente il più possibile naturale e piacevole, ed in questo metodo è ancora più importante perché si devono prendere degli aspetti piacevoli dall’ambiente in cui ci si trova, e portarli dentro. Questo sistema presuppone il trucco di andare in un ambiente piacevole, o trovare qualcosa in un ambiente esterno che sia sereno, rilassante e piacevole e portarlo dentro. Ad esempio, se si ha un vaso di fiori in casa, con i fiori che stanno sbocciando, lo si mette davanti, lo si osserva e da questa osservazione può nascere un senso di felicita’. Il fiore che sta per sbocciare dà una grande gioia, è di una delicatezza estrema, e si può portare questa gioia, questa delicatezza del fiore, all’interno. Un fiore che sta per sbocciare è un fiore giovane, con energia fresca. Si realizza una sorta di trasformazione, di ricarica che parte dall’esterno, entra, all’interno cresce e si espande e butta fuori quello che c’è da buttar via. Se si è tesi e nervosi si può immaginare di andare al mare: vedere un mare calmo, aiuta a placare un moto energetico disordinato e caotico. Oppure si può pensare ad una montagna: osservarne la maestosità e l’immensita’ e portarla all’interno del proprio cuore rendendolo calmo e stabile. E’ un sistema per far compenetrare una parte dell’ambiente esterno con noi stessi, è uno scambio.

 Il rilassamento è quindi il principio basilare e il punto di partenza imprescindibile per la pratica del Qi Gong e del Taiji Quan.

A qualsiasi livello non si sottolineerà mai abbastanza l’importanza del rilassamento, soprattutto per i praticanti di stile chen che a differenza degli altri praticanti di taiji pongono spesso più attenzione all’emissione di energia (Fa-jing) il cui presupposto fondamentale è però proprio il rilassamento.
 Chen Zhao-Kui dava molta importanza al rilassamento che deve essere totale. Solo il rilassamento ci permette di scaricare l’energia in modo così potente e rapido da non permettere reazione.

L’esercizio del Taiji Quan tira fuori le potenzialità nascoste del corpo umano in modo naturale. Durante la pratica la mente deve essere completamente controllata e governare muscoli, tendini, ossa e organi interni in modo che possano lavorare insieme sinergicamente e si possa essere rapidi e leggeri nel movimento. La pratica rende la mente capace di guidare il corpo ad esprimere le sue potenzialità nascoste. Mente e corpo devono agire insieme come un’unità. In uno scontro la mente deve convogliare tutta la forza del corpo nel punto di contatto e perché questo avvenga il corpo deve essere rilassato e sciolto. Come una molla.

 Vediamo i punti essenziali di questo rilassamento da un punto di vista più specifico per il Taiji Quan (di stile CHEN).

< strong>1. E’ la mente che deve essere rilassata per prima. Prima la mente e poi il corpo. Se rilassiamo la mente anche il corpo si rilasserà.
 Nel Taiji Quan quando una parte del corpo si muove, tutto il corpo si muove e quando una parte è ferma tutto il corpo è fermo. Il movimento e l’immobilità sono sotto il controllo della mente. Ecco perché quando pratichiamo dobbiamo essere calmi, rilassati e perfettamente concentrati. Solo allora possiamo sviluppare un’alta sensibilità. Il primo passo è quindi porre la mente in uno stato rilassato e tranquillo. Perché serva al nostro scopo.< em>2.
 Se la mente è tranquilla e rilassata, l’attenzione sarà in grado di rilassare e sciogliere gli organi interni, i muscoli, i tendini e le articolazioni.
 I classici del Taiji Quan affermano: “La nostra pelle deve essere sensibile e tutte le articolazioni devono essere sciolte. Chen Zhao-Kui affermava: “Dovremmo allungare il corpo partendo da punti opposti”.. “Se una parte del corpo va in su l’altra deve andare in giù”. O “se si scarica energia a destra occorre rilassare e affondare la parte sinistra del corpo”. Il principio indicato è: sciogliere e allungare tutte le articolazioni del corpo.

3. Quando pratichiamo, eccetto per la sommità del capo che deve essere tirata verso l’alto tutte le parti del corpo devono essere sciolte e affondate. 
 Per quanto riguarda le braccia occorre sciogliere e rilassare le spalle affondare i gomiti e piegare i polsi. Per le gambe dobbiamo rilassare ed aprire le anche, flettere le ginocchia, e le caviglie; per il tronco occorre rilassare la gabbia toracica e rilassare e affondare la regione lombare della colonna vertebrale. Tutto ciò perché le giunture possano essere sciolte e rilassate e il peso del corpo e il Qi possano affondare e di conseguenza la parte inferiore del corpo possa essere solida e ben radicata e la parte superiore libera e leggera.

4. Il rilassamento deve essere “vivo” .
Questo si deve verificare principalmente nelle giunture e poi nei movimenti flessibili a spirale degli arti generati dalla vita e dal Tantien: il Chan-Su-Jing. La chiave per ottenere ciò è che attraverso la pratica della forma, specialmente il Chan Su- Jing. Sciogliamo le articolazioni e i tendini e aumentiamo la flessibilità dei muscoli.

I classici dicono: quando ci muoviamo tutto il corpo deve essere leggero e agile. Dobbiamo esercitarci in questo modo cosicché tutte le nostre giunture siano sciolte e possano rapidamente mobilizzare la forza dell’intero corpo nel punto di contatto con l’avversario.


Analisi dei Principi fondamentali del Taiji Quan e del Qi Gong III
Riprendiamo il tema dell’importanza del rilassamento nella pratica del Tai Chi Chuan e del Qi Gong: I classici dicono: “quando ci muoviamo tutto il corpo deve essere leggero e agile. Dobbiamo esercitarci in questo modo cosicché tutte le nostre giunture siano sciolte e possano rapidamente mobilizzare la forza dell’intero corpo nel punto di contatto con l’avversario”.



Le giunture più importanti da sciogliere sono quattro: le spalle e le anche.
 Chen Zhao-Kui diceva: dobbiamo rilassare attentamente il torace ). Se è rigido si riempirà di Qi e non potrà coordinare i movimenti del corpo. Allora saremo facilmente battuti. Inoltre la cosa più importante è condurre tutti i movimenti dalla vita e dal torace. La chiave per mantenere il petto rilassato è sciogliere le spalle e la chiave per mantenere la vita rilassata è sciogliere le articolazioni delle anche.
Quando si fa pratica Tui-Shou (“Mani che spingono”) la cosa più importante è controllare le spalle dell’avversario.
 Se per lui è difficile girare, resisterà e sarà sotto il nostro controllo. La possibilità di girare le spalle dovrebbe essere effettuata dal busto e dalla vita che devono girare insieme come un’unità e tutte queste parti: spalle, busto e vita devono essere rilassate e sciolte. Quando insegnava Tui-Shou diceva: la cosa peggiore che potete fare è che quando l’avversario spinge voi alzate le spalle e il busto e la vita diventano un pezzo di legno. Questa è la fine.
 Così quando parliamo di rilassamento intendiamo sciogliere le articolazioni delle spalle e delle anche, e che il rilassamento del busto dipende dalla scioltezza delle articolazioni delle spalle, e il rilassamento della vita dalla scioltezza delle anche.
 Se siamo in grado di fare questo il rilassamento per noi non ha più segreti.
Come esercitarsi per essere rilassati.
 I principianti non possono evitare di essere rigidi. Questo è normale quando si comincia ad imparare il Taiji Quan, non si ha familiarità con i movimenti e ci si irrigidisce.
 Quando gli studenti hanno imparato l’intera forma allora occorre cominciare a lavorare sul rilassamento sottolineandone l’importanza e utilizzando vari metodi:
1) Il rilassamento si dovrebbe basare su un corpo diritto ed esteso.
 Altrimenti la forma collasserebbe a causa dell’oscillare delle spalle o l’iperestensione delle ginocchia.
2) Il Taiji Quan di stile Chen è caratterizzato da un andamento misto lento e veloce. Ma i principianti non essendo completamente rilassati devono praticare la forma lentamente. Attraverso la lentezza possono sentire le parti del corpo che non sono rilassate e possono avere una migliore comprensione del rilassamento.
3) Tutti i movimenti del Taiji sono a spirale e circolari.
 Occorre cercare di essere rilassati mentre si eseguono i movimenti a spirale. E’ difficile essere rilassati se ci si muove per linee dritte.
4) Cominciamo con lo sciogliere per prime le articolazioni più importanti.
 Poi possiamo combinare la scioltezza delle spalle con quella dei gomiti e della vita ed essere in grado di sentire come le articolazioni si muovono una dopo l’altra come il movimento di un verme che muove il suo corpo sezione per sezione.
5) Il Taiji Quan richiede che tutte le parti del corpo siano affondate.
 Questo comporta un pesante carico per le gambe che devono essere solide e forti per dare un valido sostegno alla parte superiore del corpo. Le posizioni basse aiutano il rafforzamento delle gambe. Solo quando le gambe sono forti si può ottenere un buon rilassamento della parte superiore del corpo. Perciò è bene praticare posizioni basse per allenare e rafforzare le gambe in modo da poter rilassare la parte superiore del corpo.
6) Attraverso “Mani che spingono” possiamo imparare come prendere la forza dell’avversario.
 Se vogliamo usare la sua forza non dobbiamo resistere ma assecondare. Chi non vuole perdere è sempre teso e rigido e perciò fa resistenza. Se non si ha paura di perdere si può essere rilassati. Perciò quando si fa “mani che spingono” si deve essere pronti a perdere e non si deve cercare di evitare di perdere. Se non ci spaventa perdere il beneficio è enorme. Non si deve temere di lasciar venire avanti l’avversario quando spinge. Dobbiamo lasciarlo spingere tanto quando vuole e soltanto rilassarci e lentamente sviluppare la capacità di contenere e assorbire al forza che avanza.

Analisi dei Principi del Taiji Quan IV
Il Taiji Quan e' un'arte marziale la cui filosofia e' basata sulla teoria dello Yin e dello Yang e dell' Yi Ching

 Il Taiji Quan è un’arte marziale la cui filosofia è basata sulla teoria dello Yin e dello Yang e dell’Yi-Ching.
 E spesso ci si riferisce a questo aspetto del Taiji Quan come “morbido e duro insieme”.
Un’arte marziale che enfatizzi solo il morbido e il rilassato non può essere Taiji Quan.
 Il rilassamento è solo una parte del training di base, del Taiji Quan.
 Il proposito è quello di sviluppare una forza che sia morbida e dura, leggera e pesante attraverso il rilassamento e altri metodi. La forza del Taiji, è la forza dell’intero corpo  e non può essere ottenuta solo con il rilassamento.
 La forza del Taiji si ottiene attraverso la pratica diligente della forma, mani che spingono, la pratica di singoli movimenti e altri programmi di training.
 Tutti questi training non contrastano col rilassamento ma gli sono complementari. Alcuni non praticano il training della forza per paura di ostacolare il rilassamento. Il timore è infondato.
 Alcuni pensano che i praticanti di Taiji non dovrebbero usare pesi e usare la forza. Questo non è vero. Prima di imparare il Taiji Quan il corpo è rigido e la forza non è flessibile.
 Dopo aver imparato il Taiji Quan si è molto rilassati, il Qi circola e si è liberi dalla rigidità ma si mantiene la forza. La forza rigida di solito proviene dalle spalle e non è controllata dalla vita. In termini economici la forza rigida è il nostro capitale e il rilassamento è il metodo che usiamo per fare affari. Se sappiamo come fare affari con un piccolo capitale possiamo fare grossi affari. Se non lo sappiamo anche con un gran capitale non riusciamo a fare affari. Perciò, una volta imparato a fare Taiji correttamente non c’è niente che non si possa fare, sia esso sollevamento pesi, lotta o corsa.
Mr. Dong Ying-Jie paragona il power training al capitale necessario per fare affari e il rilassamento alla conoscenza necessaria per avere successo.
 La forza del Taiji è come la forza di un trampolino, una miscela di morbido e duro. I classici del Taiji dicono: lascia che l’avversario venga avanti e colpiscilo non appena perde il suo equilibrio.
 Se volete lasciare l’avversario venire avanti dovete in primo luogo essere rilassati. Per colpirlo è necessaria una grossa forza elastica basata sul rilassamento. Occorre sviluppare una grande forza interna e allo stesso tempo il rilassamento. Combinando i due si può ottenere una grande forza elastica che è la vera essenza del Taiji Quan.
 Perciò rilassamento e power training non sono incompatibili ma complementari. La chiave è che bisogna essere prima rilassati e poi su questa base sviluppare la forza. La concezione che il power training possa danneggiare il rilassamento è priva di fondamento.

I 10 PRINCIPI ESSENZIALI DEL  TAI CHI CHUAN

Benché la forma (xing) sia il meno importante dei tre elementi fondamentali del Tai Chi Chuan, (rammentiamo che gli altri sono l’energia, chi, e lo Spirito, shen), essa e il primo elemento da affrontare per il principiante. Potete avventurarvi fruttuosamente negli elementi dell’energia e dello Spirito solo quando sapete eseguire in modo appropriato la forma del Tai Chi Chuan. Ecco perché ‘i dieci fattori essenziali del Tai Chi Chuan’ di Yang Deng Fu, che tributano grande attenzione all’addestramento alla forma, sono probabilmente i più utili per gli studenti nello stadio iniziale, indipendentemente da quando hanno cominciato a praticare il Tai Chi Chuan.
 Yan  Deng Fu è il  maestro che trasformò il vigoroso Tai Chi Chuan dello stile Chen nel delicato e aggraziato stile Yang ampiamente praticato al giorno d oggi. Esaminiamo i dieci fattori essenziali del Tai Chi Chuan così come egli li descrisse.


1. Lo Shen sale alla sommità: Per far salire alla sommità del capo lo
 shen, o Spirito, devi tenere la testa dritta. Non impiegare la forza;
 anche se così facendo il capo è verticale, il sangue e il chi non
 circolano liberamente. Se pur vi è la volontà di far salire alla
 sommità lo shen, forzando esso non sale e mancherà di lucidità
 mentale.

2. Abbassa il petto, solleva la schiena: Abbassare il petto significa ti-
 rarlo in dentro per facilitare la discesa del chi nel dan tian (il campo
 dell’ energia addominale che si trova sette centimetri sotto l’ombelico):
 Non espandere il petto, altrimenti il chi vi accorrerà e ne ricaverai ‘la
 parte superiore pesante, la parte inferiore leggera’, e i talloni ‘galleggeranno’.
Sollevare la schiena significa farvi aderire il chi: Se abbassi il petto,
 solleverai automaticamente la schiena. Se riesci a sollevare la schiena,
 consentirai alla forza interna di entrare in gioco dalla schiena, e avrai la
 possibilità di risultare vittorioso in combattimento.

3. Rilassare la vita: La vita è la parte predominante del busto. Rilassare
 la vita permette ai piedi di avere forza in modo che la postura sia stabile.
 Le variazioni e le trasformazioni da ‘apparente a ’solido’ Si attuano a partire
 dalla vita. Così si dice: “Il centro di comando dell’esistenza nasce dalla vita”.
Coloro che non hanno potenza in combattimento, possono ricercarne la causa
 nella vita.

4. Distingui tra ‘apparente’ e ’solido’: Distinguere tra ‘apparente’ e ’solido’ è il
 principio fondamentale del Tai Chi Chuan. Se tutto il peso corporeo è
 sostenuto dalla gamba destra, essa è ’solida’ mentre la gamba sinistra è
‘apparente’; se tutto il peso corporeo e sostenuto dalla gamba sinistra, essa è
’solida’, mentre la gamba destra è ‘apparente’.
Quando ‘apparente’ e ’soiido’ sono ben distinti i movimenti sono agili, quasi
 spontanei; viceversa, i movimenti delle gambe diventano pesanti, la postura
 instabile ed è facile che l’avversario ne approfitti

5. Abbassa le spalle, fai scendere i gomiti: Abbassare le spalle significa
 rilassarle e farle automaticamente scendere. Nel caso contrario, il chi risale
 e tutto il corpo manca di forza. Far scendere i gomiti significa rilassarli
 entrambi e farli automaticamente scendere. Sollevarli rende impossibile
 abbassare le spalle. Il flusso del chi, non sarà dunque di vasta portata; è
 una debolezza paragonabile a quella del Kungfu esterno noto come: ‘forza
 discontinua’.

6. Impiega la volontà, non la forza: La filosofia del Tal Chi Chuan afferma:
“Tutto sta in questo: impiega la volontà, non la forza”. Durante la pratica del
 Tai Chi Chuan tutto il corpo sia rilassato; non vi sia il minimo ristagno di
 tensione nel muscoli, nelle ossa e nella circolazione del sangue, che
 provocherebbe un’autolimitazione.
 Quando sarai completamente rilassato, diverrai spontaneamente agile e
 versatile nei movimenti circolari. Alcuni si domanderanno come sia possibile
 sviluppare la forza senza l’impiego della forza fisica. Ciò avviene perché il
 corpo possiede i meridiani, così come la terra è attraversata da canali sotterranei.
 Se i canali non sono ostruiti, l’acqua scorre naturalmente. Allo stesso modo,
 se i meridiani non sono ostacolati, il chi scorre armoniosamente. Se tutto il
 corpo è compresso dalla forza, il chi e la circolazione del sangue sono ostacolati
 e i movimenti diventano goffi. Il corpo si muove anche se tiri un capello.
 (Ciò significa che poiché tutte le parti del corpo sono collegate dai meridiani, ogni
 parte influenza tutte le altre). Se invece di impiegare la forza, usi la volonta, il chi
 si porterà dove lo dirigerai. Ecco perché bisogna che ogni giorno il chi e il sangue
 circolino senza ristagno per  tutto il corpo, senza interruzione. Con un lungo
 allenamento svilupperai la vera forza interiore. Così si dice nella filosofia del
 Tai Chi Chuan: “Sii estremamente morbido e delicato, e sarai estremamente duro
 e vigoroso”. Il braccio di un esperto di Tai Chi Chuan è come ferro ricoperto da
 bambagia, estremamente potente e stabile. Chi si è addestrato all’arte marziale
 esterna è potente quando impiega la forza, leggero e galleggiante quando non la
 usa. Ciò dimostra che la sua forza è esterna e galleggia in superficie. L’impiego
 della forza senza la volontà crea instabilità, e l’arte non è completa.

7. Coordinare la parte superiore con la parte inferiore: Cosa significhi coordinare
 la parte superiore con la parte inferiore è detto nella filosofia del Tai Chi Chuan:
“Ha le radici nei piedi, si attua nelle gambe, è controllato dalla vita, si manifesta nelle
 mani e nelle dita”. Dai piedi alle gambe, fino alla vita, l’azione si completa in un ‘eh’
(un termine del Kungfu che significa ‘continuamente e spontaneamente senza alcuna
 interruzione per la durata di un lungo respiro). I movimenti delle mani, i movimenti
 della vita, i movimenti delle gambe, il movimento dell’ occhio vigile, sono unificati in
 un unico movimento; di esso solo si può dire che la parte superiore e la parte inferiore
 siano coordinate; se manca anche solo un movimento, se c’è anche una sola interruzione,
 il movimento unificato risulta disordinato.

8. Unità dell’interno con l’esterno: L’allenamento del Tai Chi Chuan avviene nella
 mente; perciò si dice: “la mente è il maestro, il corpo è il veicolo”. Quando la mente è
 allenata, tutti i movimenti e le azioni diventano automaticamente  leggeri e agili. Le forme
 del Tai Chi Chuan non sono altro che il muoversi dell’ ‘apparente’ e del ’solido’, sono
 apertura e chiusura. Per apertura non si intende solo l’estensione delle mani e delle gambe,
 ma anche della mente e della volontà; per chiusura si intende non solo il riunire le mani e
 le gambe, ma anche il ritrarre la mente e la volontà (intendendo il raccoglimento). Se l’interno
 e l’esterno si uniscono in un chi (o corpo di energia), non c’è separatezza nel cosmo.

9. Continuità senza interruzioni: Nelle arti marziali esterne, la potenza deriva da una
 tensione postnatale (o artificiale, contrapposta a quella naturale); c’è quindi un inizio e
 un completamento, continuità e interruzione. Il momento in cui la vecchia forza si è esaurita
 e la nuova forza non è ancora comparsa è quello che l’avversario sfrutterà più facilmente.
 Nel Tai Chi Chuan si impiega la volontà, non la forza; ininterrottamente dall’inizio alla fine,
 ricominciando daccapo al termine di ogni ciclo, circolando incessantemente.
 Il trattato originale sostiene che essa somiglia alle onde incessanti del Fiume Lungo
 (Yangtze Kiang, il fiume più lungo della Cina). L’applicazione della forza nel Tai Chi Chuan
 è descritta anche come la tessitura della seta (lunga e ininterrotta), che esprime accumulazione e continuità nel tempo di un chi (ciò significa che la forza interna viene continuamente incanalata, regolata dal ritmo del respiro).

10. Ricercare il riposo nel movimento: Le arti marziali esterne raccomandano di correre e
 saltare il più rapidamente possibile; si impiega perciò molta forza, e dopo l’addestramento
 i praticanti sono senza fiato. Nel Tai Chi Chuan è la calma a dirigere i movimenti. Il praticante di Tai Chi Chuan si muove come se fosse in stato di quiete. Perciò, quando si effettua il Tai Chi Chuan, il movimento deve essere il più lento possibile; il respiro diviene allora lungo e profondo, il chi scende nel dan tian (campo di energia addominale), e automaticamente non c’è alcun arresto dovuto a un ristagno del sangue o a un aumento del flusso del chi. Gli studenti dovrebbero stare molto attenti a tali consigli e sperimentarne gli effetti; allora apprezzeranno lo scopo del Tai Chi Chuan.
 Sono considerazioni preziose non solo per gli studenti, ma anche per i praticanti esperti.
 Appare ovvio dai consigli di tutti e tre i grandi maestri citati che lo scopo primario del Tai Chi Chuan è efficienza in combattimento (benché Wu Yu Xiang concluda la serie di consigli dicendo che il Tai Chi Chuan si pratica allo scopo di “ottenere salute, vitalità e longevità”). Tutti gli elementi sottolineati nei loro consigli si propongono di migliorare l’abilità in combattimento del praticante di Tai Chi Chuan: per esempio la differenza tra ‘apparente’ e ’solido’, l’accumulo del chi nell’addome, la salita dello shen, o spirito, al capo, intendono offrire al praticante padronanza di sé, forza interna e lucidità mentale affmché possa combattere al meglio. Le qualità che derivano dalla pratica del Tai Chi Chuan come arte marziale sono utili anche nella vita quotidiana. Se però gli studenti o gli istruttori adottano, nella pratica o nell’insegnamento del Tai Chi Chuan, il modo di pensare
 secondo cui il Tai Chi Chuan si effettua solo per la salute e mai per il combattimento, trascureranno probabilmente quei metodi di allenamento volti allo sviluppo di tali qualità, con la convinzione che non siano pertinenti al loro scopo; ecco perché non acquisiranno le qualità che stimolano la salute, la vitalità e la longevità.
 Molti studenti eccedono nel secondo dei fattori descritti da Yang Deng Fu, ‘abbassa il petto, solleva la schiena’, col risultato di chiudere il petto al punto di incidere sul respiro, e incurvare la schiena.
‘Abbassare il petto e sollevare la schiena’ dovrebbe far scendere il chi nel campo energetico dell’ addome e non stringere in una morsa il cuore o soffocare i polmoni! Commentando tale considerazione, il maestro contemporaneo Cheng Man Ching ha detto: “Abbassare il petto significa non espanderlo e non incavarlo.
 Dovrebbe essere rilassato. È questo soltanto il metodo corretto”.


Il Taiji Quan, l'Arte del Guerriero I
" Un buon mercante nasconde i suoi tesori e fa come se non avesse nulla", "Il buon artigiano non lascia tracce". Ed ancora: "Chi è abile nella difesa si nasconde nelle più impenetrabili profondità della terra, chi é abile nell'offesa manovra nelle più elevate altitudini del cielo. Così protegge se stesso e ottiene la completa vittoria" ( Sun Tzu - L'Arte della Guerra - Ubaldini Editore).

IL TAIJI QUAN: L’arte del Guerriero
di Flavio Daniele
prima parte
Nonostante il Taiji Quan, antica arte marziale cinese, sia ormai presente nel nostro paese da moltissimi anni e conti innumerevoli praticanti, nella realtà dei fatti sono pochi quelli che hanno una visione chiara e completa delle sue enormi potenzialità sia come pratica marziale, sia come disciplina di sviluppo interiore delle potenzialità dell’essere umano. Esso, oltre che il mezzo ideale per giungere a un’integrazione cosciente e sempre più attenta del “sistema corpo-mente”, é il mezzo più idoneo per giungere ad una visione metafisica dell’arte marziale. I suoi movimenti eleganti e morbidi nella maestosa semplicità del gesto nascondono un immenso potere, che difficilmente occhio inesperto, che non riesce a penetrare oltre la loro esteriorità, potrà cogliere. Il Taiji Quan o Boxe della Suprema Polarità, anche nel suo manifestarsi ripropone la sua paradossalità: esternamente semplice, internamente complessa. Questa sua duplice natura, questo volersi nascondere, non rivelare le sue potenzialità, rivelatrice della sua autentica essenza marziale, inganna ed induce in errori di sottovalutazione, cosicché anche serie organizzazioni di altre, altrettanto serie, discipline marziali, pensano che pochi week end di formazione siano sufficienti ai loro tecnici per diventare insegnanti di Taiji Quan. Non è così. Per non incorrere in errori, per non scambiare semplice per banale, bisogna capire che il taiji, basato sulla filosofia taoista, è l’arte della Forza Intelligente; che il concetto d’impenetrabilità che pervade tutto il pensiero taoista, dalla politica al commercio all’artigianato è connaturato alla sua pratica:
” Un buon mercante nasconde i suoi tesori e fa come se non avesse nulla”, “Il buon artigiano non lascia tracce”. Ed ancora: “Chi è abile nella difesa si nasconde nelle più impenetrabili profondità della terra, chi é abile nell’offesa manovra nelle più elevate altitudini del cielo. Così protegge se stesso e ottiene la completa vittoria”
( Sun Tzu - L’Arte della Guerra - Ubaldini Editore).
Purtroppo fino ad oggi, per motivi di ordine vario, troppo lunghi da esaminare nel presente articolo, questo travisamento continua. Infatti la maggior parte dei praticanti lo utilizza come una profilassi antistress contro, come recitava uno slogan pubblicitario di un famoso liquore, il logorio della vita moderna, altri come una banale ginnastica morbida per anziani. Sicuramente il Taiji può essere anche questo, ma non è solo questo. La “maestosità” del taiji non sta nell’aspetto esteriore del gesto, che anzi non richiede nessuna particolare abilità o prestanza fisica, ma nel fatto che ogni gesto, impregnato di volontà/intenzione, unico e irripetibile, è un Gesto di Potere in grado di dispiegare una volontà di combattimento simile alle sacre e antiche danze guerriere.
“Usa la mente non la forza” raccomandano, infatti, continuamente i saggi del Taiji Quan. In questo antico detto è racchiuso tutto il suo potere, sia come arte marziale, sia come semplice ginnastica psicofisica. La pratica ha il solo scopo di dischiudere il potere della mente, di dispiegare l’interazione dinamica tra corpo e mente, di colmare il baratro tra pensiero e azione di una mente troppo razionale, di recuperare l’agire diretto e istintivo del cuore.
Un corpo forte, un pugno potente a nulla servono se il cuore trema.
Questo comporta, oltre al lavoro sulle qualità della mente (volontà, attenzione, concentrazione etc.), lo sviluppo di quelle che sono chiamate le “ Tre Armonie Interne ”:
1° l’armonia tra le proprie emozioni (la mente- cuore o Xin) e il pensiero cosciente Yi (ovviamente, cuore, non inteso solo come organo fisico ma come quella parte impalpabile fatta di sensazioni, sentimenti ed emozioni);
2° l’armonia tra la mente Yi e il Qi che significa la capacità di guidare coscientemente l’energia;
3° l’armonia tra QI e Li, che vuol dire la capacità di trasformare il qi in vigore e forza interna (Jin) per muovere il corpo.
Solo quando il pensiero cosciente (yi), l’emozioni e l’istinto sono armonizzati che avviene l’allineamento tra mente e corpo, tra pensiero ed azione.
Quando mente e corpo sono allineati lo Yi (l’intenzione cosciente ) sgorga copiosa diffondendosi, similmente all’acqua di un canale d’irrigazione, in tutto il corpo impregnando gli organi interni, le ossa, i muscoli, l’articolazioni ed i tendini. Così che questi stimolati della volontà/intenzione passando sotto il controllo diretto della nostra volontà cosciente possano agire senza che ci sia sfasatura tra ciò che pensiamo di far fare al nostro corpo e ciò che effettivamente riusciamo ad ottenere.
Corpo e mente si fondono in una nuova realtà dimensionale di ordine superiore ( Shen-Spirito), scompare ogni differenziazione, il pensiero si fonde nell’azione e si sperimenta il “wu wei” “ l’agire senza intenzioni ”.
Il mio ultimo libro “I Tre poteri Segreti del Taiji Quan” edito dalla Luni, ha come sottotitolo “La Spada del Cuore”, nell’introduzione spiego il perché di questo sottotitolo, qui per chi non avesse letto il libro, la riporto integralmente, perché chiarisce, a mio avviso, la vera funzione dell’arte del Taiji Quan.
“Il mio primo libro (Le Tre Vie del Tao), che aveva lo scopo di mettere in risalto il sottile filo conduttore che lega le varie Vie (Tao), e di dimostrare che, aldilà di differenze esteriori, tutte si basano sullo sviluppo di Tre Poteri (Corpo, Mente, Energia) aveva come sottotitolo: Il Guerriero che Sorride. Il presente, che continuando il discorso, entra nel cuore dei Tre Poteri, ha come sottotitolo: La Spada del Cuore. Non sono scelti a caso, ed hanno una motivazione profonda, che è poi quella che, fin da ragazzino, mi ha portato ad interessarmi d’arti marziali e di discipline interne. Le arti marziali in genere ed il Taiji Quan, in particolare, nel mondo moderno, hanno perso lo scopo “ esterno ” come tecnica di combattimento fisico per assumere quello “ interno “ d’arte di combattimento spirituale.
Non servono per rendere i tuoi pugni duri come pietre, ma per fare il tuo cuore forte per aprirti con un sorriso alla vita. E’ la “ Paura ” che molto spesso ci fa diventare duri e violenti, che rende il nostro cuore insensibile e le nostre labbra serrate, per combatterla, dobbiamo usare il “ Piombo ” delle nostre insicurezze per forgiare, con l’oro del nostro amore per la vita, la Spada del Cuore.
Il Taiji non serve per fare a calci e pugni, ma per combattere contro le proprie debolezze, è un processo alchemico (Nei Dan) di trasmutazione interiore. Così come, un semplice guerriero era trasformato in un nobile cavaliere, dalla spada che il suo re gli poggiava sulla spalla, analogamente, il taiji è la spada che può trasformare un semplice praticante in un “ Guerriero che Sorride ”. Così, come un cavaliere non avrebbe mai usato la spada che aveva sancito il suo “ status “, per le normali battaglie, analogamente, il taiji non deve essere usato per risse da strada. E’ troppo complesso e raffinato per avere un utilizzo immediato e diretto come arte di combattimento fisico, però, è ciò che può rendere il tuo braccio fermo e il tuo cuore saldo, se tu dovessi avere veramente bisogno di combattere.”
Per approfondire gli argomenti del presente articolo si consiglia la lettura dei due libri dell’autore: “Le Tre Vie del Tao” Meb Ediz. e “I Tre Poteri Segreti del Taiji”Luni Ediz.. Inoltre, sono disponibili le cassette didattiche sugli esercizi di Nei Gong per lo sviluppo del potere interno.
Per informazioni sugli stage del M° Daniele su Asti, Torino, Alessandria , Bologna e sui programmi dei corsi di formazione istruttori della scuola Nei Dan:
Tel. 051 239578 - 347 8701436
Sito web: www.taichineidan.com * E-mail: neidan@libero.it

IL TAIJI QUAN: L'arte del Guerriero II parte
L'immortale saggio taoista Lao Tse diceva che "il morbido vince il duro, che il debole prevale sul forte". Questo paradosso, é solo apparente, e non é tale per chi ha sviluppato il potere della forza che nasce del cuore. Chi ha sviluppato il "dominio cosciente" della dicotomia della "Suprema Polarità", conosce i "Due Grandi Poteri", i due poli fra i quali tutto si manifesta: Lo Yin e lo Yang.

IL TAIJI QUAN: L’arte del Guerriero
di Flavio Daniele

L’immortale saggio taoista Lao Tse diceva che “il morbido vince il duro, che il debole prevale sul forte”. Questo paradosso, é solo apparente, e non é tale per chi ha sviluppato il potere della forza che nasce del cuore. Chi ha sviluppato il “dominio cosciente” della dicotomia della “Suprema Polarità”, conosce i “Due Grandi Poteri”, i due poli fra i quali tutto si manifesta: Lo Yin e lo Yang. Sa che per capire ciò che é veloce deve conoscere ciò che é lento, per capire il duro deve conoscere il morbido, e così di seguito in un fluire dinamico di rapporti complementari e cooperanti, opposti e distruttivi. Il simbolo del Taiji, la sfera contenente lo Yin e lo Yang, non rappresenta solo una realtà metaforica, ma anche una realtà sostanziale, che si esplica, oltre che sul piano mentale, sul piano prettamente fisico-energetico. Questo vuole dire che il corpo si comporta come una sfera d’energia e si sviluppa la consapevolezza della forza che si esplica uniformemente nelle sei direzioni fondamentali (in alto e in basso, avanti e indietro, a destra ed a sinistra). Si sviluppa un equilibrio mentale e fisico che generando una potenza dinamica, calma e rilassata, fa si che il corpo si muova come un’unità, con una maestria di movimenti armonici e perfettamente equilibrati tra duro e morbido, veloci e lenti, pieno e vuoto.

La pratica del Taiji, come sistema di difesa del proprio corpo e per la salute, richiede una disciplina sia interiore che esteriore che può sviluppare l’abilità fisica ad alto livello, perché mobilitata dal qi e diretta dalla mente. Lo sviluppo comincia con l’allenamento del corpo per far si che diventi forte, coordinato ed efficiente. Attraverso una corretta pratica di base per lo sviluppo della forza interna, le potenzialità fisiche del corpo, abitualmente limitate per la maggior parte delle persone, possono essere largamente potenziate. Questo comporta: praticare correttamente la forma, allenamento specifico di power training (allenamento per la potenza), armonizzazione e coordinazione dell’azione dei principali gruppi muscolari per potere esprimere la massima efficacia con il minimo sforzo.

Se uno lavora sulla struttura fisica, la potenza del corpo può essere elevata da un 40% a un 60% non di più. Per aumentare ulteriormente bisogna lavorare, non solo sulla componente fisica, ma anche su quella energetica. Questo vuol dire che l’individuo deve guardare all’interno di se stesso per attingere potere da quella segreta sorgente interiore che é il dantian (centro del potere e della volontà situato nell’addome).

Ognuno di noi é come se avesse a disposizione una turbina a gas molto potente, in grado di sviluppare molta energia, ma non é può avviarla per mancanza di un cerino. “Il cerino é la nostra mente”, che deve essere allenata così che la sua volontà, il suo intento possano accendere la “turbina interna” e sviluppare energia e potere, sia per scopi marziali che salutari. Questo tipo di potere deve essere raffinato, così che la mente possa dirigere il corpo con facilità e senza sforzo. Emettere e far esplodere la forza interna (Fa Jin) richiede l’uso combinato del potere del corpo e del potere della mente.

Un corpo che lavora in giusta tensione dinamica, significa che lavora per “forze contrapposte”. Quando una parte del corpo va in avanti l’altra va indietro, quando una mano spinge in avanti l’altra spinge indietro, quando una forza va verso l’avversario l’altra va giù nei piedi verso la terra. E così di seguito, in un bilanciamento continuo e dinamico. La base é la comprensione della funzione reciproca e del giusto rapporto gerarchico tra l’uso della “forza centralizzata” e quella “periferica”; tra la “parte superiore e l’inferiore” del nostro corpo, tra la “parte destra e la sinistra”, tra la “parte anteriore e la posteriore”. Bisogna avere muscoli forti e potenti nella schiena , perché si possa spingere forte. Quando ci si muove come una sola unità, ogni movimento é originato dal dantian e l’energia interna é in ogni movimento delle mani, delle braccia e delle gambe. Ogni giuntura deve agire come parte di un serpente con l’energia che si muove a spirale. Tutto questo, fa parte di uno specifico allenamento di base (sviluppo della potenza, applicazioni, jin e autodifesa).

Non molta gente capisce questo, pochi hanno visto questo tipo di allenamento e di preparazione, solo pochi studenti selezionati vi hanno accesso. Per questo le forme di Taiji sono diventate deboli e molto meno ricche e significative, molti praticanti eseguono correttamente la forma, ma non sono in grado di generare potenza perché privi del potere del qi.

La forza del qi deriva dal potere della mente, esso per esprimersi usa i muscoli più profondi e interni, particolarmente quelli posti al centro del nostro corpo intorno alla vita e al bacino, questa zona é il motore e il centro della forza. Centrare la forza nel dantian é il principio chiave del Taiji, é ciò che fa differenza, tra “un gesto marziale” ed un “gesto qualsiasi”. Un movimento guidato dal centro sarà sempre sciolto, preciso e potente; mentre al contrario sarà impreciso e contratto se é guidato dalla forza periferica. Questo tipo di energia é presente in ognuno di noi, solo che la maggior parte della gente non sa come attivarla ed utilizzarla. Qualche volta può venire fuori in maniera spontanea in certe situazioni di pericolo, ma il più delle volte é dormiente. E’ importante sviluppare l’abilità ad usare questo tipo di potere mentale per dirigere l’energia.

Ma per potere far diventare il Taiji arte marziale bisogna fare un allenamento in modo che il corpo si possa muovere veloce e lento, duro e morbido. Oggi la maggior parte della gente pratica il Taiji per la salute, ma non bisogna dimenticare che é nato come arte marziale. Una considerazione molto importante da fare: - Se pratichi il Taiji come arte marziale, l’aspetto salutistico é intimamente connesso, é una logica conseguenza. Lo stesso non si può dire se pratichi solo per la salute; hai solo questo, punto e basta. Nelle forme del taiji, per esempio, i movimenti delle mani hanno molteplici usi: afferrare, attaccare, eseguire le chin-na (leve), lanciare etc. Tutti i movimenti hanno un significato marziale molto ricco e si svolgono come quelli di un serpente, con tutte le giunture connesse in maniera dinamica e fluida. L’energia interna é in ogni punto ed in ogni direzione del nostro corpo, come in un pallone, dove la forza di spinta viene esercitata egualmente in ogni direzione. Un buon allenamento comporta inoltre:

- Il lavoro in coppia al Tui Shou (mani che spingono) per imparare ad usare e sviluppare la potenza.

- L’allenamento delle singole tecniche. Bisogna sviluppare la capacità ad usare la stessa tecnica in maniera diversa e anche come si usa la stessa tecnica in situazioni diverse. Bisogna imparare a farla, per esempio, in salto, girando, utilizzando combinazioni diverse di energie o Jing.

- Il Qigong. Usare le posizioni del qigong, come lo stare in piedi, per allenare i vari tipi di forza o Jin (parare, tirare indietro, premere, spingere, colpo di gomito, di spalla etc. etc.), coordinandole con il respiro, i movimenti del corpo e l’emissione della forza o Fa Jin.

Per essere un buon combattente di Taiji bisogna sviluppare l’abilità di cambiare istantaneamente da lento a veloce, da vuoto a pieno, da duro a morbido, da aperto a chiuso, così da adattarsi ad ogni situazione di combattimento.

Un buon combattente di Taiji deve essere all’inizio come un gatto (morbido, veloce, agile), poi come un serpente (sinuoso, imprevedibile, letale), infine diventare come l’acqua che a tutto si adatta, che é capace di cambiare il suo stato (ghiaccio, liquido, vapore) senza perdere la sua natura.

Per approfondire gli argomenti del presente articolo si consiglia la lettura dei due libri dell’autore: “Le Tre Vie del Tao” Meb Ediz. e “I Tre Poteri Segreti del Taiji”Luni Ediz.. Inoltre, sono disponibili le cassette didattiche sugli esercizi di Nei Gong per lo sviluppo del potere interno.

Per informazioni sugli stage del M° Daniele su Asti, Torino, Alessandria , Bologna e sui programmi dei corsi di formazione istruttori della scuola Nei Dan:

Tel. 051 239578 - 347 8701436

Sito web: www.taichineidan.com * E-mail: neidan@libero.it

I segreti del Taichi: Intervista a Feng ZhiQiang
"Cielo e Terra sono continuamente in movimento, le stelle, il sole e tutti i corpi celesti si avvitano e ruotano. Questo rotondo, circolare, coordinato movimento è detto “Hunyuan”. Questo movimento deve anche riflettersi nella pratica dell’arte marziale."

Intervista a Feng ZhiQiang
Nei primi giorni di quest’anno sono stato (l’autore Jarek .S. - Ndt) a far visita a Feng Zhiqiang nella sua casa a Pechino. Purtroppo, a causa di un ingorgo nel traffico, sono arrivato a casa sua abbastanza tardi, e non abbiamo avuto molto tempo per parlare. Dato che lui e sua moglie erano preoccupati che non riuscissi a trovare il posto, la figlia di Feng mi era venuta incontro ad accogliermi ed anche Feng uscì per salutarmi prima ancora che entrassimo in casa. Feng è molto cordiale, energico, spesso scherzoso (si lamentava di essere troppo basso perché ” è così semplice per gli alti prendere cose poste sugli ultimi scaffali …”), molto aperto nel conversare. Ha risposto a tutte le domande che gli ho posto ed è un vero peccato che il tempo a disposizione fosse così poco .
Le domande di questa intervista erano state formulate sia da persone che avevano sottoscritto la newsletter del mio sito, sia da membri del forum di discussione su internet.
Jarek Szymanski: Signor Feng, è risaputo che lei abbia studiato le posture statiche di Shaolin in gioventù. Come potrebbe compararle con la pratica del Neijia ?
FENG ZHIQIANG: Sì, è vero. Imparai e praticai le posture statiche di Shaolin. La principale differenza è che il neijia enfatizza il rilassamento al più alto livello. Per questo penso ci sia motivo di dividere le arti marziali in esterne ed interne. Esso è anche relativo all’uso del Qi: le famiglie esterne (Waijia) usano la forza fisica (Li) per guidare il Qi, mentre nel neijia si usa l’intenzione (Yi) per farlo. Comunque, ho dovuto abbandonare tutte le mie pratiche esterne dopo che ho cominciato lo studio del neijia.
JS: Cos’è il Qi?
FENG: Il Qi è un modo di condurre la forza (Dong Li). Per esempio al circolazione sanguigna può essere indicata con il termine Qi. Gli stili interni dicono “esercita l’intenzione (Yi), non il Qi”, “quando usi l’Intenzione, i tuoi condotti non saranno ostruiti”, “esercita il Qi, non la forza fisica (Li); quando lavori sulla forza, lo interromperai facilmente”; “l’Intenzione dovrebbe essere focalizzata sullo Spirito (Shen), non sul Qi; quando ci si focalizza sul Qi, allora il Qi diviene stagnante”. C’è anche un altro detto “dove arriva l’Intenzione, anche il qi arriva”. Comunque prima di raggiungere questo livello bisogna lavorare per “costruire” il Qi. Esso viene dal cibo, dalla respirazione, proviene persino dai nostri genitori, immagazzinato come Qi originale (Yuan Qi).
JS: Lei è molto famoso come esperto di taijiquan stile Chen, ma ha anche imparato il Liuhe xingyiquan. Potrebbe dirci di più a proposito dei suoi studi in questa disciplina ?
FENG: Il mio maestro di Xinyiquan, Hu Yaozhen, proveniva da Yuci, nella provincia di Shanxi. Il suo stile appartiene alla scuola di Wang Fuyuan e Peng Tingjuan. Ho studiato sotto la guida di Hu per nove anni; egli metteva grande enfasi sul lavoro statico (Zhan Zhuang). Ho imparato diverse “posizioni” da lui, non solo San Ti Shi, ma anche la posizione che abbraccia (Bao Zhuang), la posizione chiusa (He Zhuang), posizione orizzontale (Ping Zhuang) e altre. Ogni metodo doveva essere praticato per tre anni, e mentre esteriormente non si vedevano cambiamenti, l’Intenzione cambiava. Il maestro insegnava differenti Intenzioni ai diversi studenti, la cosa era molto individuale,e l’Intenzione variava con il livello del praticante.
JS: Era quindi qualcosa di simile al metodo Yiquan (Boxe dell’Intenzione) ?
FENG: Non ne so abbastanza sull’Yiquan per poter confrontare i due metodi. Hu Yaozhen non insegnava posture statiche dove i palmi fossero rivolti verso l’esterno, perché era sua opinione che così facendo il Qi se ne sarebbe uscito fuori.
JS: Il Qi è correlato al Dantian ?
FENG: Il Dantian è strettamente correlato ai movimenti della vita. In microscala, è il centro del corpo - punto tra ombelico e Mingmen, da cui il qi si origina. In macroscala ricopre l’intero corpo. Volendo sviluppare il Dantian si deve partire con gli esercizi statici e raccogliere e nutrire il Qi - prima focalizzando l’Intenzione nel centro del corpo. Una volta che il qi nel corpo ha raggiunto un livello abbondante, si sente calore e movimenti interni. Allora il respirare Dantian deve essere usato per indurre i movimenti esterni secondo i movimenti interni del corpo. Quando intenzione e Qi sono coordinati, Dantian trasmette e il Qi fluisce liberamente in tutto il corpo. Tutte le parti del corpo si muovono circolarmente. Questo è hunyuan.
JS: “Hunyuan” sembra essere un concetto molto importante, visto che lei ha deciso di aggiungerla al nome del suo sistema .
FENG: Cielo e Terra sono continuamente in movimento, le stelle, il sole e tutti i corpi celesti si avvitano e ruotano. Questo rotondo, circolare, coordinato movimento è detto “Hunyuan”. Questo movimento deve anche riflettersi nella pratica dell’arte marziale. Ho imparato più arti marziali e percorso un cammino molto tortuoso prima di capire l’essenza delle arti Neijia. Voglio mostrare alla gente una via diretta, immediata verso il raggiungimento di alte abilità. Per questa ragione sottolineo “Hunyuan” e la funzione dello Xinyi (Mente ed Intenzione).
JS:Il movimento del Dantian è utile in combattimento ?
FENG: Il corpo si muove come interamente guidato dal movimento del Dantian. Mentre rilascia la forza (Fa Li) il Dantian gira su se stesso e la forza dell’intero corpo è concentrata in un punto. In questo modo la potenza esprimibile può spaccare le ossa dell’avversario. Durante l’emissione di forza, il corpo deve essere rilassato, ma si deve conoscere approfonditamente la cosiddetta “forza vibrante” (Dou Jin). Questa forza deve essere concentrata e non sparpagliata per tutto il corpo. Più esperti si è, più piccolo è lo scuotimento. Quando noi imparavamo Taijiquan da Chen Fake, scuotere il corpo nel Fali era tabù.
JS: La forza spiroidale è una caratteristica dello stile Chen o la possiedono anche altri stili di taijiquan ?
FENG: Tutti gli stili di Taijjiquan enfatizzano l’Apertura/Chiusura (Kai-He), vuoto e pieno (Xu-Shi), durezza e morbidezza (Gang-Rou), contrazione e distensione (Qu -Shen), Yin e Yang, etc. La forza spiroidale compare quindi in tutti gli stili di Taiji, ma il Chen la enfatizza molto di più delle altre scuole, e i movimenti circolari di ogni parte del corpo è la sua particolarità. Altre scuole di taiji mettono molta più attenzione all’apertura e chiusura. In realtà tutte le arti marziali contengono movimenti circolati e rotondi, movimenti HunYuan. Nello xingyiquan questa particolarità è descritta come perforare avvitando (Zuan), avvolgere (Guo), torcere (Ning), rovesciare (Fan).
JS: Cos’è il Peng Jin ?
FENG: E’ un tipo di forza, posseduta sia dagli stili esterni che interni (nonostante i primi non usino questo termine). E’ una difesa diretta attraverso la forza, che non è né debole né morbida (ruan). Tutte le forze del taijiquan devono avere Peng e la differenza tra di esse consiste nella diversa direzione in cui è applicata
JS: Liu he - Sei Armonie - appartiene solo alle arti Neijia ?
FENG: Sei Armonie significa coordinazione tra Mente (Xin), Intenzione (Yi), Qi e il corpo. Esternamente possono essere concepite come “arrivare nello stesso tempo”. Sia Neijia che waijia dovrebbero usare il principio Liu He.
JS: Cosa considera più importante nella pratica del taijiquan, indispensabile alla costruzione del gongfu (abilità) ?
FENG: L’abilità deve essere costruita su solide basi di lavoro interno (Neigong). Il Neigong Hunyuan è un tipo di Qigong che si compone di esercizi semplici e allo stesso tempo metodi molto avanzati di pratica. Realizzai quanto potente fosse la forza interna (Nei Jin) quando un giorno, negli anni Sessanta, nella fabbrica dove lavoravo un generatore da 500 Kg stava cadendo ed io riuscii a prenderlo e appoggiarlo al suolo. Credo sia stato possibile solo grazie al lavoro neigong. Questi esercizi non solo aiutano a mantenersi in salute, ma servono anche a sviluppare risorse per l’arte marziale.
JS: E a proposito del combattimento ?
FENG: Nonostante le arti marziali trattino di combattimento, non bisogna pensare di lottare durante l’allenamento. L’abilità combattiva verrà naturalmente dopo un certo tempo di corretta pratica. E’ necessario praticare Neigong (metodi interni), forme, spinta delle mani (tuishou). Il tuishou deve essere praticato in collaborazione con il compagno, per acquisire l’abilità detta “conoscere l’avversario (zhi bi), senza pensare a combattere. Successivamente si passa alla pratica dei singoli movimenti e lo studio delle loro applicazioni, tecniche libere, gioco di gambe.
JS: Quali cambiamenti ha notato negli ultimi venti anni e come pensa che il taijiquan Chen si evolverà nei prossimi 50 anni ?
FENG: Nel recente passato si è osservato un fenomeno che non esisteva quando io imparavo taijiquan. Molti praticanti dimostrano molta forza vibrante. Come ho già detto, più alto è il livello, più piccolo è lo spostamento del corpo. Riguardo al futuro, credo che ci saranno costanti miglioramenti nel livello dei praticanti - essi realizzeranno l’importanza dello Hunyuan. Secondo l’adagio “l’abilità si raggiunge solo con la chiara comprensione” - è molto importante che l’insegnante capisca e sia bravo a spiegare chiaramente i principi dell’arte
JS: Ma è usuale che il livello delle generazioni successive sia peggiore di quella precedente, non è così ?
FENG: Questo è principalmente perché gli insegnanti erano molto restii a condividere le loro conoscenze. Credo che l’apertura degli insegnanti avrà un’influenza molto positiva sul livello dei loro studenti.
JS: Sig. Feng, grazie mille per le sue gentili spiegazioni e il tempo che ci ha dedicato !

Basata sull’articolo “Opening the river of Hunyuan, establishing the manners in martial arts” di Pan Houcheng, pubblicata sulla rivista “Hunyuan Taiji”, 1/1999. Traduzione di Af
Pubblicazione in lingua inglese sul sito www.chinafrominside.com di Jarek Szimansky

L’insostenibile leggerezza del Taiji
di Flavio Daniele
Vi è una sottile linea di confine, un leggero velo che nasconde la vera essenza del taiji, creando nella maggior parte della gente la falsa illusione di potere acquisire in breve tempo e con poca fatica la maestria dell’arte. Non c’è niente di più ingannevole di questa falsa percezione di cui sono vittime inconsapevoli non solo i neofiti del taiji, ma anche i praticanti esperti di altre arti marziali. Questo, penso, sia dovuto a due motivi d’ordine diverso. Il primo è relativo all’occhio inesperto di chi guarda che non riesce a vedere oltre l’aspetto esteriore dei suoi movimenti leggeri e armoniosi la vera essenza di una arte marziale tanto raffinata, quanto temibile. Il secondo concerne l’intima natura del taiji che fa del celare, del nascondere la propria forza nella profondità del corpo una delle sue principali strategie d’attacco/difesa. Non c’è niente di più ingannevole e subdolo dell’apparente leggerezza del Taiji, essa è nella realtà “un’insostenibile leggerezza” :
è come la zampa del gatto che cade inesorabile sul topo, è come l’artiglio dell’aquila che ghermisce la preda.
Ma sviluppare quest’insostenibile leggerezza non é cosa semplice né facile, se non si sa come esercitarsi. La maggior parte dei praticanti allena forme che sono vuote, prive di quelle che potremmo chiamare “chiavi di accesso” alla struttura interna. Queste chiavi di accesso sono gli esercizi di lavoro interno (Nei Gong), senza di essi non si sviluppa la forza interna, senza forza interna non c’è Taiji Quan.
Il lavoro interno (Nei gong)
Per far sì che il nostro corpo si muova all’unisono con agilità, potenza ed energia in ogni situazione, i muscoli devono essere in grado di sopportare lo sforzo senza irrigidirsi, mantenendo la loro naturale elasticità e di lavorare in perfetto sincronismo come un’orchestra bene affiatata: le ossa devono essere connesse ed allineate, le articolazioni devono essere libere di aprirsi e chiudersi;
i tendini ed i legamenti devono essere elastici e potenti come il sartiame che lega le vele di una barca all’albero maestro;
il Qi, energia vitale, deve scorrere fluidamente;
la mente (Yi) deve essere calma e serena.
Per preparare correttamente il nostro corpo è necessario un sistema d’esercizi ben strutturati in grado di agire non solo a livello fisico (muscoli, tendini, articolazioni ed ossa), ma anche a livello energetico (circolazione del Qi nei canali) e mentale (un migliore equilibrio psicofisico).
Questi esercizi, che non sono altro che delle specifiche tecniche di Nei Gong, lavoro interno, possono essere divisi, in base alla loro funzione, in tre categorie principali:
Esercizi per lo sviluppo della forza elastica ( Jin Bao Gu o Power Stretching)
Esercizi per lo sviluppo della forza a spirale (Zhan Ssu Jin)
Esercizi per la forza esplosiva (Fa Jin) .
Questa divisione è solo virtuale, non reale, perché in verità si tratta di sviluppare un solo tipo di forza: la forza interna o Nei Jin, che deve essere elastica, potente, a spirale ed esplosiva.
Il primo tipo d’esercizi ha lo scopo di rendere il corpo forte ed elastico, di massimizzare la forza d’ogni singola parte strutturale (collo, vita, schiena, anche, asse centrale ecc.), rendere i tendini ed i legamenti forti, sbloccare le articolazioni.
Il secondo tipo si prefigge di connettere dinamicamente le varie parti, in modo che il corpo si possa muovere come una sola unità senza sforzo, con grazia e armonia.
Il terzo, infine, ha lo scopo di permettere al corpo di emettere all’esterno la forza senza irrigidirsi e/o danneggiarsi.
Tutto questo si traduce in tre parole chiave: accumulazione, circolazione ed emissione della forza.
Questo tipo di lavoro interno (Nei Gong) presenta tre diversi stadi di sviluppo:
il primo agisce sulla struttura fisica interna del corpo,
il secondo su quella energetica,
il terzo su quella mentale.
Nei Gong fisico
Primo livello - Corretto allineamento dello scheletro, che comporta una statica economica e un regolare utilizzo della colonna vertebrale in armonia con la forza di gravità. Senza questa base non c’é vero progresso, vera crescita. Gli elementi più importanti di quest’allineamento sono:
a) Distendere la nuca in modo che la testa sia in equilibrio senza tensione, come sospesa dall’alto.
b) Rilassare le spalle.
c) Equilibrio senza ipertensione del bacino sulle teste femorali.
d) Ginocchia rilassate in dinamica tensione elastica.
e) Peso armonicamente distribuito nei piedi.
d) Il libero gioco del ventre in armonia con il movimento del diaframma.
e) Il rilassamento dello sterno per permettere alle costole di prolungare l’azione del diaframma e dell’addome, così da vuotare il petto e riempire posteriormente i reni.
Secondo livello - Connessione muscolo-scheletrica e costituzione di una giusta gerarchia funzionale (coordinazione neuromuscolare) della varie parti strutturali: la parte bassa in armonia con la parte alta, che vuol dire anche e bacino forti e stabili (yang) in grado di sorreggere una parte alta (torace, spalle e braccia) dinamica, elastica e mutevole (yin); una parte posteriore potente come un arco, una parte anteriore sensibile e ricettiva; un parte interna forte come acciaio, una parte esterna morbida come cotone; una parte centrale potente in grado di generare il movimento e una parte periferica sensibile e precisa in grado di dosarlo e dirigerlo.
Nei Gong energetico
Primo livello – Sensibilizzazione energetica.
Queste tecniche consistono nel suscitare volontariamente la percezione del proprio corpo secondo le direttive principali (alto / basso, destra / sinistra, fronte / retro). La percezione volontaria delle varie parti strutturali del corpo ne aumenta notevolmente la sensibilità. I tessuti muscolari, le cellule delle varie parti sono stimolati con conseguente attivazione della circolazione sanguigna e dell’energia e dell’apertura dei meridiani. All’inizio questa sensibilizzazione volontaria deve essere resa operante tramite uno sforzo di concentrazione, atto che viene definito “dirigere con l’intenzione”. Proseguendo nella pratica diviene con il tempo automatica.
La sensibilizzazione energetica permette di “legare assieme” e allineare tutta la struttura (ossa, muscoli, tendini e fasce o tessuti connettivi), in maniera che l’energia possa fluire liberamente ed il trasferimento della forza avvenga senza blocchi lungo le braccia, le clavicole, la gabbia toracica e da qui alla settima vertebra cervicale (punto di confluenza delle forze), colonna vertebrale e osso sacro (flusso discendente), e nell’identico modo (flusso ascendente), dalla terra ai piedi, alle anche, all’osso sacro, alla colonna vertebrale, alle clavicole, alle braccia ed, infine, alle mani.
Secondo livello – Trasformazione del Qi in forza interna. A questo stadio si entra nella vera e propria pratica delle arti interne. Con i precedenti abbiamo armonizzato la struttura fisica in modo che il Qi potesse scorrere e circolare senza sforzo, abbiamo sviluppato la consapevolezza e la sensibilità corporea in modo di essere in grado di sentire e percepire l’energia. Ora si può imparare a trasformare l’energia in forza interna per muovere il corpo.
Nei Gong mentale
E’ il livello dello Yi, o mente: “La mente guida il Qi, l’energia muove il corpo ”.
Ogni movimento fisico non è più diretto, ma si manifesta come conseguenza di un moto energetico. A questo livello il lavoro muscolare è ridotto al minimo, sostituito da quello energetico. I muscoli, le ossa, i tendini e i legamenti si impregnano di Qi, che così diventa il carburante che fa muovere il corpo.
Mente e corpo interagiscono in perfetta armonia attraverso questa nuova interfaccia energetica e scompare la differenziazione tra psiche e soma.
I Quattro poteri
La capacità di movimento del sistema mobile umano è strutturalmente fondata su “quattro peculiari insiemi funzionali”, che corrispondono a quattro geniali strumenti di cui la natura ci ha dotato, alla stessa maniera di cuore polmoni e altri fondamentali organi, ognuno di essi organizzato per lo svolgimento di funzioni specializzate:
q l’arto superiore (organizzato per la prensione),
q l’arto inferiore (organizzato per il moto)
q la colonna vertebrale (asse centrale e chiave di volta statico-dinamico del sistema motore)
q il bacino (perno e raccordo fra la meta inferiore e quella superiore del sistema)
I quattro insiemi funzionali sono la sede dei “Quattro Poteri“: essi nel loro insieme costituiscono il potere totale del corpo o Zheng Jin:
Potere dell’arco superiore
Poter dell’arco centrale (Zhong Ding Jin)
Potere dell’arco inferiore (Kua Jin)
Potere del bacino (Dantian Jin)
Queste strutture si connettono fra di loro attraverso alcuni punti di giunzione molto precisi:
q La 7° vertebra cervicale, l’articolazione sterno/clavicolare e scapolo/omerale
q Le cinque vertebre lombari
q L’osso sacro
q L’articolazione coxo-femorale.
Integrare funzionalmente questi poteri, cioè farli agire come se fossero uno, é d’importanza fondamentale sia per muoversi con grazia ed armonia, sia per esprimere potenza ed energia in qualsiasi attività, sia essa artistica, sportiva o marziale.
1°- Arco superiore (braccia/spalle):
L’arco superiore è costituito da braccia e spalle. Le due braccia sono collegate fra di loro strutturalmente dalla cerniera sterno/ clavicolare, e dinamicamente dal complesso sistema muscolare e legamentoso, che trova nella settima vertebra cervicale il suo punto di coordinazione.
Il suo potere nasce principalmente da due tipi di movimento:
- L’apertura/chiusura delle leve articolari
- La capacità torsiva destra/sinistra dell’omero nella cavità glenoidea
2°- Arco centrale (Zhong Ding):
Ha i suoi estremi nel coccige e nella prima cervicale, l’undicesima vertebra toracica, la T 11 é il suo punto centrale. Infatti la 12° vertebra toracica segna il punto di passaggio tra la cifosi dorsale e la lordosi lombare, ad essa si innesta il muscolo ileo-psoas che partecipa ai movimenti del rachide lombare. E’ il punto di confine tra la parte superiore e la parte inferiore del corpo. Questo arco é quello su cui poggiano gli altri due. E’ connesso saldamente al dantian, ed è un vero e proprio organo di trasmissione simile al semiasse di un’automobile. Il suo potere nasce principalmente da tre tipi di movimento:
1. Movimenti di torsione a destra e sinistra
Sviluppano una forza centrifuga come una molla avvolta a spirale. Si svolgono intorno a due fulcri fondamentali:
o 11° e 12° vertebra dorsale ,
o collo ( vertebre cervicali ).
2. Movimenti di flesso-estensione:
Avanti, indietro, laterali destra/sinistra. Questi movimenti, simili all’oscillazione di un bambù, sviluppano una forza a catapulta. Il fulcro è:
o l’osso sacro e la 4° e 5° vertebra lombare
3. Movimenti d’estensione e accorciamento lungo l’asse longitudinale,
sviluppano una forza di rimbalzo simile ad un martello pneumatico.
Per esprimere al massimo il suo potere deve essere perfettamente allineato e teso come un vero e proprio arco, riducendo al minimo la curvature lombare e cervicale. Fondamentale in questo gioco d’allineamento sono l’insieme osso sacro/lombari ed il collo, la muscolatura profonda paravertebrale e la fascia legamentosa che corre lungo la colonna. Questo processo d’estensione, simile all’apertura di un arco, aprendo il bacino, permette alla forza peso di scivolare verso il basso e sprofondare nei piedi, radicando saldamente tutta la struttura al terreno.
3°- Dantian jin
La zona addominale del bacino é la sede deve è alloggiato il dantian. L’addome, dal punto di vista muscolare può essere paragonato ad una palla con le pareti cedevoli e resistenti: in alto é delimitato dal diaframma, che divide il corpo in due, all’altezza delle costole basse; in basso é delimitato dal diaframma pelvico. Queste due calotte sono collegate dai muscoli del busto che ne garantiscono la stabilità e l’agilità. Al centro di questa magica palla muscolare si trova il centro di gravità del corpo, centro che possiamo definire virtuale, in quanto non segnato materialmente, ma individuato da una convergenza di forze. In esso coincidono materialmente:
° il ‘centro fisico di gravità’,
° il ‘centro di forza’,
° il ‘centro vitale’.
Il Dantian addominale è il motore principale del corpo, in grado di trasformare il Qi in esso accumulato in forza interna, gestisce e coordina i motori supplementari (zhong ding, anche, braccia). E’ direttamente collegato, da una parte con il potere dell’arco inferiore (anche), attraverso il quale trasmette e riceve la forza della terra, dall’altra con il potere dello zhong ding (arco dorsale), attraverso il quale trasmette e riceve la forza all’arco superiore ( spalle/braccia) . E’ in grado di ruotare in tutte le direzioni come una palla nell’acqua, può espandersi e contrarsi, può vibrare e scuotersi, vuotarsi e riempirsi rapidamente. Le sue possibilità di cambiamento sono infinite.
4°- Arco inferiore (anche/gambe)
Punto centrale é l’osso sacro, interconnette l’arco dorsale al bacino; secondo punto é l’articolazione coxo-femorale, vera placca rotante tra bacino e gambe, é una articolazione semplice, ma mobile e potente, il cui equilibrio é determinante per un corretto allineamento delle gambe e del tronco. Se il Dantian è il motore centrale, le anche costituiscono il supporto sul quale esso poggia, e non solo ne assorbono le sollecitazioni come dei potenti ammortizzatori, ma sono anche le radici che ci connettano saldamente alla terra. I movimenti principali delle anche (Kua) sono: spinta in avanti e indietro, in alto e in basso, torsione a destra e sinistra che, combinati insieme, diventano un complesso movimento a spirale che agisce sinergicamente con i movimenti a spirale dello zhong ding e dell’arco superiore.
FLAVIO DANIELE
Per approfondire gli argomenti del presente articolo si consiglia la lettura dei due libri dell’autore: “Le Tre Vie del Tao” Meb Ediz. e “I Tre Poteri Segreti del Taiji”Luni Ediz. . Inoltre sono disponibili le cassette didattiche sugli esercizi di Nei Gong per lo sviluppo del potere interno.
Per informazioni sui programmi dei corsi di formazione della scuola Nei Dan:
Tel. 051 239578 - 347 8701436
Sito web: www.taichineidan.com * E-mail: neidan@libero.it

IL POTERE SEGRETO DEL CORPO NELLE ARTI MARZIALI
Prefazione a " Il Potere Segreto del Corpo nelle Arti Marziali", del M° Flavio Daniele, realizzata dal Prof. Di Stefano della Facoltà di Scienze Motorie dell'Università di Bologna.

Il Nei Gong (lavoro interno) è uno dei pilastri fondamentali della pratica dell’ arti marziali. Questo tipo di lavoro sulla struttura interna e profonda del corpo comincia con lo sviluppo della forza elastica esplosiva per mezzo degli esercizi chiamati, con un termine moderno, POWER STRETCHING. Questa pratica, che significa mobilizzazione in movimento, prende origini dal QI GONG cinese, ma gli effetti maggiormente significativi si hanno con il lavoro di Bodhidharma (Da Mo in cinese) (Yi Jin Jing: Trattato di ammorbidimento dei muscoli e stiramento dei tendini). A differenza dello Stretching tradizionale, il POWER STRETCHING (P.S.) le cui finalità sono: Marzialità e Longevità, esalta l’energia interna nel sistema di realizzazione corporea e, superando i paradossi della teoria quantistica del movimento dello Stretching Tradizionale, ci proietta nel profondo fascino della filosofia CORPO-MENTE delle Arti Marziali.
Le differenze fra i due tipi di stretching sono diverse, vediamone alcune:
- Lo stretching tradizionale basato sui principi quantistici tende ad allungare ma non a perfezionare.
- Il Power Stretching fa entrambe le cose; allunga, non solo il singolo muscolo, ma anche gli altri che tendono ad accorciarsi come se ci fosse una resistenza interna da vincere. Ad esempio: il muscolo quadricipite femorale maggiormente utilizzato da un calciatore, per migliorare le sue capacità contrattili estensorie, secondo la metodica dello stretching tradizionale, viene sottoposto ad esercizi e carichi di lavoro specifici, tutto è finalizzato al gesto e termina con questo; il P.S va oltre a questi limiti, il muscolo continua ad allungarsi.
Scientificamente il P.S ha compiti assai diversi da quelli tradizionali basato su principi quantistici, ci permette di muoverci meglio nello spazio; il nostro corpo carico di forze di tipo elettromagnetiche attrattive e repulsive agisce in tutt’uno con la mente. E ancora:
a) con lo stretching tradizionale, i movimenti sono lineari, unilaterali, limitati e insufficienti perché si lavora con angoli aperti; gli effetti dell’esercizio passivo e monotematico si hanno dopo dieci giorni, l’incremento della potenzialità è del 50% e non si mantiene nel tempo;
b) con P.S i movimenti sono contemporaneamente angolari e lineari ed antigravitari, stesso dicasi per la velocità e il vettore di velocità, lo stato di forma si raggiunge in tempi più brevi, cinque giorni, si mantiene soprattutto nel tempo, l’incremento delle potenze è del 100%, è particolarmente dinamico, attivo, plurimodale e pluridifferenziali; in partenza segue due direzioni ed arriva successivamente a sei. Le contrazioni muscolari sono eccentriche con incremento del lavoro muscolare, non si lavora sul muscolo ma è questo che lavora; la forza si sviluppa in espansione centrale e si propaga nelle altre sei direzioni.
L’atleta inoltre diventa più potente ed esplosivo, riesce a sviluppare tutte le qualità contrattili e senso-cinestetiche che, sommate alle vibrazioni muscolari e alle variazioni toniche si trasformano in unica forza. Aumenta la sua forza di spinta dovuta alla maggiore stabilità del tronco, al corretto appoggio al suolo e all’equilibrata distribuzione delle forze; garantisce un minor dispendio d’energie e un miglior successo.
Altri aspetti dei due tipi di stretching sono:
- Power Stretching: lavora per forze contrapposte in trazione e in direzione Terra-Cielo, il gesto è finalizzato, il muscolo lavora in allungamento profondo (propriocettività), s’inibiscono le contrazioni massimali e si sollecita (eccita) l’allungamento che è globale; i tempi di tensione sono ridotti, la respirazione è fisiologica. Il lavoro è di tre tipi:
1) statico, durante il quale si va alla ricerca della figura, dell’equilibramento e mantenimento armonico degli schemi mente-corpo;
2) dinamico, il movimento è globale, intelligente e sempre attivo;
3) a spirale, si verifica con un’azione di risucchio della potenza massimale e della forza esplosiva naturale, supera la resistenza esterna e la guida.
- Stretching tradizionale: il lavoro, anche se statico e dinamico, è unidirezionale, la finalizzazione è incompleta, l’allungamento è segmentario, i tempi d’estensione lunghi, la respirazione è forzata, c’è longevità ma la marzialità è scarsa.
Il power stretching applicato alle arti marziali aumenta le percentuali d’utilizzo d’energia interna, innalza il livello psicofisico, migliora l’efficienza fisica e funzionale, aiuta a rimetterci in forma. L’intero organismo corpo-mente, soprattutto la muscolatura, si arricchisce d’energia, contemporaneamente si affinano le capacità senso-percettive e neuromotorie, compresi l’equilibrio, la postura, la coordinazione.
Inoltre aumenta lo stato di veglia, il tempismo percettivo-esecutivo, si sviluppano meglio le qualità psico-intellettive, attiva le cinque posizioni celebrali; s’incrementano: forza, potenza, resistenza ed elasticità.
Gli schemi mentali di movimento si programmano e riprogrammano con costante alternanza, aumenta l’armonia, la fluidità e la morbidezza di movimento; inoltre si raggiunge un giusto posizionamento, orientamento, proiezione e penetrazione del corpo nello spazio e nel tempo.
Anche il corretto posizionamento degli appoggi a terra viene migliorato per questo le spinte a partenza delle radici profonde sono convogliate e dirette verso la gravità/bersaglio.
Power Stretching significa espansione nello spazio/vuoto dell’energia esplosiva che abbiamo dentro.
Possiamo paragonare questo fenomeno alle onde che spinte dal vento, sovrapponendosi l’una all’altra, acquistano sempre più forza, velocità e, pur con la loro morbidezza e fluidità, con il loro impeto investono e distruggono ogni ostacolo.
Il continuo riprodursi d’energia, con il suo costante flusso, tramite una molteplicità di configurazioni/modelli perfettamente integrate fra di loro ci fanno prendere coscienza del nostro “Io” corporeo, affina la capacità senso-percettive e favorisce l’acquisizione di una perfetta intelligenza muscolare.
Il power stretching con la sua scientificità d’arte e scienza è una forma d’allenamento naturale che:
a) ci rende più forti, veloci, flessibili, permette lo sviluppo e l’incremento dei processi di tutte le potenzialità energetiche-cerebrali, mentali e corporee;
b) allena tutte le strutture nervose, muscolari e funzionali in maniera globale ed intelligente;
c) aiuta ad automatizzare, perfezionare e padroneggiare la forza esplosiva integrata nelle tecniche della gestualità sportiva in generale e in modo specifico delle arti marziali,
d) interessa i tre livelli neurologici funzionali: spinale, tronco encefalico, corticale.
Il lavoro isometrico e isotonico di tipo propriocettivo a partenza cerebrale coinvolge l’intero sistema neuromotorio capso-legamentoso, articolare-scheletrico e muscolare; i ritmi di lavoro sono intensi e allo stesso tempo lenti e fluidi, i muscoli lavorano alla loro massima lunghezza.
La muscolatura maggiormente sottoposta a sollecitazione è la profonda che guadagna in resistenza, potenza, flessibilità, stabilità, mentre i muscoli superficiali acquistano maggior forza elastica e grande velocità. Inoltre si favorisce una maggiore irrorazione energetica muscolo-scheletrica; la muscolatura agonista e antagonista lavora per forze contrapposte accrescendo i massimali di forza esplosiva veloce e resistente, allo stesso tempo il sistema neuromotorio e corporeo acquista maggiore sensibilità alle continue modificazioni dei recettori centrali e periferici, migliorando le capacità adattive d’adattamento, di vigilanza e controllo.
Il lavoro per forze contrapposte attiva i meccanismi bioenergetici-funzionali della muscolatura antagonista che, interconnessa con la muscolatura agonista, utilizza l’intero loro potenziale, coinvolge il maggior numero di fibre, compresi tendini e legamenti, massimizzando la forza elastica, la resistenza e guadagnando in rapidità.
I segnali di stimolo cerebrali funzionando come feedback, sono percepiti ed arricchiti da sempre nuove percezioni in uscita e in entrata sicché il corpo, in funzione dello spazio e viceversa, è mentalmente meglio percepito e rappresentato perché si amplificano le mappe cerebrali del movimento, strutturando un’immagine corporeo-motoria o immagine di movimento sempre più perfetta e completa. In ogni situazione si può così percepire qualsiasi variazione interna-esterna e anticipare, fronteggiare e rispondere contro il bersaglio tempestivamente, in tempi infinitesimali brevi, con tutta l’energia-forza che c’è dentro.
L’alternanza degli automatismi di tensione elastica: stiramento-contrazione-riposo, anche se non interessa i tendini, riduce i rischi di traumi perché le fibre muscolari sono messe in condizioni di continuare a lavorare in forma naturale. Il coinvolgimento di numerose interconnessioni sinaptiche, attraverso le afferenzazioni, permette di evocare e fare affluire in un’unica direzione i numerosi potenziali bio-elettrici funzionali propriocettivi a partenza sensoriale periferica, migliorando la stabilità e la dinamicità corporea ed aumentando il livello di reattività percettivo-motoria.
Lo stiramento attivo al di là dell’incremento, come abbiamo più volte detto, della potenza, della forza elastica e della forza resistente, aumenta le capacità contrattili dei muscoli che insieme alla respirazione permette di fare esplodere in maniera travolgente tutta l’energia accumulata.
Altro importante aspetto del P.S. è il fatto che allena anche il sistema nervoso neurovegetativo e aiuta a mantenere in perfetta armonia ed equilibrio l’energia mentale e l’energia metabolica.
Campi di applicazione del Power Stretching
Il power stretching anche se è consigliabile iniziarlo dopo il sedicesimo anno d’età, secondo le mie esperienze può essere e praticato, con i dovuti accorgimenti metodologici, fin dall’età scolare. Per i suoi effetti può essere applicato in campo sportivo, terapeutico-riabilitativo e in tutti i settori della motricità e del benessere psicofisico e della salute in generale.
Ho iniziato ad applicare a livello sperimentale la metodica allenante con il power stretching con alcuni studenti ISEF e della facoltà di Scienze Motorie. Successivamente l’ ho applicata prima su quattordici studenti di età compresa fra i 15 e i 17 anni praticanti sport individuali e sport di squadra, poi su quindici ragazzi di età 10-12 anni, infine su dodici persone della terza età e quindici disabili con varie tipologie di handicap: fisici-motori, psichici, e su alcuni disabili con problemi relazionali.
Tutti hanno ottenuto delle performance superiori alle aspettative, in particolare modo i disabili fisici, gli psichici e gli anziani.
Tutto il lavoro di power stretching, progettato sui principi delle arti marziali adattate, ha funzionato come meccanismo di compensazione, favorendo le sinergie muscolari, equilibrando e attenuando le tensioni, stabilizzando tutto il sistema neuro-motorio, migliorando le prestazioni.
Nei disabili e nella terza età ha contribuito a consolidare le abilità percettive e di orientamento, migliorando il controllo e l’autonomia funzionale. I risultati raggiunti dai partecipanti sono stati eccellenti, hanno superato ogni aspettativa, e questo ci autorizza a sottolineare che i valori terapeutici e di recupero del power stretching sono significativi e reali. Il power stretching agisce a tutti i livelli dell’universo uomo, non ha e non pone limiti, migliora le qualità della vita, riduce i disagi, favorisce lo sviluppo dei processi mentali, aumenta le prestazioni e il rendimento (sportivo, scolastico, lavorativo), fa invecchiare meglio, aiuta a ripristinare alcune abilità, allontana le ansie, rafforza l’autostima, facilita i rapporti sociali, ed assicura il successo.
Carmelo Di Stefano
Docente di Teoria Tecnica e Didattica dell’Attività
Motoria e Sportiva Adattata presso la Facoltà di Scienze Motorie
Università di Bologna
“IL POTERE SEGRETO DEL CORPO NELLE ARTI MARZIALI”
di Flavio Daniele e’ edito dalla LUNI
marcellotaichi@supereva.it
Il Potere della Mente
Tutte le arti marziali e in particolare il Taiji Quan, si basano sullo sviluppo armonico di quello che i maestri chiamano il principio dei “ Tre Poteri ” o delle “Tre armonie ”, e cioè: il potere della mente, il potere dell’energia e il potere del corpo. Qui esamineremo la mente (lo "Yi") come coscienza, consapevolezza, intuizione.
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Il Potere della Mente
di Flavio Daniele
Tutte le arti marziali e in particolare il Taiji Quan, si basano sullo sviluppo armonico di quello che i maestri chiamano il principio dei “ Tre Poteri ” o delle “Tre armonie ”, e cioè: il potere della mente, il potere dell’energia e il potere del corpo. Nel mio precedente articolo, intitolato “Rapporto tra corpo, mente ed energia ”, abbiamo cominciato ad esaminare il potere della mente (Yi ) inteso come idea, attenzione, intenzione e volontà cosciente ( Yi Nian ), nel presente esamineremo lo Yi come coscienza, consapevolezza, intuizione ( Yi Shi ). Ciò non rappresenta un inutile esercizio intellettuale, ma è invece un passaggio obbligato, perché il Taiji è un arte estremamente raffinata ed i suoi confini non sono limitati al campo marziale, ma lo trascendono. Il significato che i maestri cinesi danno al termine Yi è molto complesso e coinvolge in maniera interattiva la mente, nei suoi molteplici aspetti; il corpo, con le sue potenzialità; e lo spirito.
Yi è l’alfa e l’omega, è il principio e la fine, è la luce che illumina la mente.
Con Yi Shi il praticante incomincia un vero e proprio processo di evoluzione interiore che lo coinvolge in maniera profonda . Infatti, mentre Yi Nian, nei suoi vari aspetti di volontà, attenzione, concentrazione, molto utili nella vita quotidiana, può essere priva di valenze spirituali; Yi Shi al contrario, coinvolgendo aspetti metafisici dell’esistenza umana, ne è ricca.
Così come le tre qualità di Yi Nian, che sono comuni a tutti gli esseri umani, sono in base al loro livello di sviluppo quelle che fanno la differenza tra un uomo di successo, in grado di orientare la sua vita vivendola da protagonista e l’uomo velleitario e inconcludente che, invece, la subisce. Alla stessa maniera lo sviluppo di Yi Shi (coscienza, consapevolezza, intuizione), fa la differenza tra l’uomo di successo mondano, che non si pone obiettivi di carattere spirituale ( un grande campione sportivo, un imprenditore affermato o un famoso scienziato sono tutti esempi di personalità che hanno sviluppato ad un buon livello volontà, attenzione e concentrazione ) e l’uomo che, invece, fa della trasformazione interiore e del miglioramento di sé lo scopo della sua vita, espandendo la sua coscienza oltre i confini della realtà fittizia dell’Io.
Coscienza
Quello che differenzia l’essere umano dagli altri esseri viventi é la coscienza di sé, egli non solo sa e sente di esistere, ma é conscio di ciò. Sostanzialmente si può parlare di due fondamentali stati di coscienza: una di tipo biologico, bagaglio comune di tutti gli esseri umani; ed una che possiamo chiamare metafisica. La prima, relata alla mente ordinaria, nasce dai sensi e dall’attività di pensiero, il suo motto é il “cogito ergo sum” di cartesiana memoria; la seconda, relata alla Mente Universale, é metafisica e va oltre la comune attività di pensiero. La coscienza biologica o ordinaria, legata all’Io, é dualistica: Io e inconscio, psiche e soma, soggetto e oggetto, ragione ed istinto, cuore e cervello. La coscienza metafisica, al contrario, frutto di una intensa fase introspettiva, scevra da ogni analisi intellettuale, da ogni pensiero discorsivo e conclusioni logiche é senza ‘ Io ’. La coscienza metafisica si sviluppa attraverso la pratica della meditazione e della pacificazione del pensiero cosciente, armonizzando i nostri pensieri fino al punto di fermare il dialogo interiore ed operare il rovesciamento dell’orientamento della nostra visione interiore dalla molteplicità all’unità, dall’Io al non Io, dall’individualità all’universalità.
Le grandi tradizioni orientali, perfettamente consce di ciò, hanno elaborato tecniche sofisticatissime per raggiungere lo scopo di bloccare il “dialogo interiore” e rompere il “circolo vizioso” che mantiene in vita la falsa “percezione” del mondo e sviluppare la vera consapevolezza., che si manifesta quando la mente entra in uno stato di assoluto silenzio e non genera più pensieri: - Si è consapevoli di “essere”, senza bisogno di pensare, per esserne consapevoli - . Far tacere i pensieri, bloccare il dialogo interiore è uno dei punti chiave per accedere ad una retta visione di noi stessi e della realtà circostante.
Il silenzio interiore ed il vuoto mentale che ne consegue, di cui parlano le tradizioni, sembrano per l’uomo ordinario un’opera titanica difficilmente realizzabile che solo pochi individui particolarmente dotati possono raggiungere. Infatti è così, sono veramente pochi coloro che riescono, ma non tanto per una difficoltà intrinseca all’opera, ma piuttosto per un approccio errato.
Così è, molto spesso, quando si approcciano le dimensioni interiori, siamo noi stessi che con i nostri preconcetti mentali vanifichiamo i nostri sforzi. L’ipotesi, che nel nostro caso rende impossibile la soluzione, è che per sua “forma mentis” l’uomo occidentale è portato a pensare che tutto passa attraverso un’attività di pensiero. Ma pensare di non pensare non produce il “vuoto”, bensì un altro pensiero: si cerca di smettere di pensare pensando allo smettere di pensare. E’ una situazione assurda e paradossale, che genera solo frustrazione e dolore, senza apparente via d’uscita. Ma come spesso accade la soluzione è più semplice del previsto, basta operare un cambiamento passando a un livello logico superiore:
Il silenzio è semplicemente al di fuori della sfera di attività del pensiero.
Il processo del pensiero è una delle attività umane più alte e più nobili, ma per quanto grande è limitato, il problema è di comprendere quindi che esso è solo una delle infinite forme di percezione e che restare ancorati alla sua sfera di azione ci taglia fuori da tutte le altre realtà dimensionali.
Vediamo quindi come praticamente possiamo procedere per rendere possibile il raggiungimento di alcuni traguardi che ci permettono di rendere più stabile e forte la nostra mente. Per farlo dobbiamo tracciare una specie di percorso definendo in maniera chiara i passi fondamentali.
Il silenzio interiore e il vuoto mentale si generano l’uno l’altro in un flusso circolare che si autoalimenta, però mentre il vuoto mentale è silenzio interiore assoluto, in quanto vi é un’assenza totale di pensieri, il raggiungimento dello stato di silenzio interiore non presuppone automaticamente il vuoto mentale, né rappresenta solo la condizione indispensabile ma non sufficiente . Per capire meglio dobbiamo chiarire la differenza tra il “ semplice silenzio ” interiore, che consegue alla cessazione del dialogo interno, e quello “ assoluto ” che consegue al blocco dell’attività pensante della mente.
Il primo non presuppone un’assenza totale di pensieri, ma solo la cessazione del loro fluire disordinato, caotico e rumoroso , il secondo richiede non solo la realizzazione di determinate condizioni tecniche( cessazione del dialogo, silenzio, blocco dell’attività pensante etc. ), ma anche lo sviluppo di determinate caratteristiche di ordine spirituale, senza le quali qualsiasi tecnica risulta completamente inutile. In una prima fase, quindi, non si cerca di fare il vuoto mentale, ma solo di armonizzare l’attività della mente spegnendo gradualmente il dialogo interno: si pensa non in maniera discorsiva con parole, ma per immagini, un po’ come se sullo schermo della mente si proiettasse un film senza sonoro. Nella mente c’è silenzio, ma non assenza di pensieri: è come in una valle di alta montagna, ed i nostri pensieri sono come uccelli che volteggiano silenziosi nell’aria.
Consapevolezza
La consapevolezza viene comunemente intesa come “essere coscienti di …”, ma in realtà é qualcosa di più complesso che presuppone anche un vero e proprio processo di conoscenza. Quindi: Consapevolezza come processo dinamico di conoscenza che permette di prendere coscienza di…. . Una conoscenza, ovviamente, che non scaturisce da un sapere esclusivamente mentale, intellettuale e astratto; ma da un sapere di ordine diverso, diretto e immediato che nasce dall’esperienza di tutto il corpo e la mente, un sapere che é pratica attiva con tutto il proprio essere. Dopo questa definizione di carattere generale, possiamo parlare per meglio precisare i contenuti di diversi tipi di consapevolezza che, pur avendo identica funzionalità, sono però differenti nel centro focale agendo a diversi livelli di sviluppo. Abbiamo così la consapevolezza della forma corporea ( Xing ), dell’energia e della mente-cuore ( Xin ). La suddivisione, data la loro naturale interdipendenza, é solo formale non sostanziale, ogni problema inerente ad ognuna di esse ha ripercussione sulle altre, come pure ogni cosciente miglioramento.
La consapevolezza corporea, che é il punto di partenza che apre la strada alle altre due, possiamo definirla come’la conoscenza di se stessi attraverso il corpo’.
Differenziazione ed Integrazione
Operativamente il praticante deve essere attento ad ogni movimento e posizione del corpo, deve affinare sempre di più la sua capacità di percezione delle variazioni toniche dei muscoli raffinando ulteriormente la sensibilità cinestetica per sentire quali parti del corpo troppo tese devono essere rilassate, e quali troppo deboli, invece, devono essere rinforzate, deve rendere il suo corpo intelligente e vivo, deve essere in grado di differenziare la parte destra dalla sinistra, l’alta dalla bassa, l’anteriore da quella posteriore, il centro dalla periferia. Dalla differenziazione delle varie parti strutturali deve essere in grado di passare all’integrazione, armonizzando la destra con la sinistra, l’alta con la bassa….. e così di seguito in processo di apprendimento sempre più sottile e raffinato in grado di ristabilire l’equilibrio dinamico di tutta la struttura corporea in maniera efficace ed economica.
Senza sviluppo cosciente della consapevolezza corporea non c’é progresso nella pratica perché non creandosi la fusione armonica tra Yi ( pensiero cosciente), Xing ( forma corporea) e Qi (energia interna) manca il giusto modo di agire.
Infine, la consapevolezza della mente-cuore (Xin ), é la presa di coscienza dei propri processi mentali e delle proprie emozioni; é una attenzione continua ai propri stati interiori, che sviluppa la capacità introspettiva della mente di osservare se stessa, la sua esperienza e le sue emozioni.
Intuizione
“Il Pensiero di una Mente Pura é Pura Intuizione”
Quando la mente é libera dai pensieri che la distraggono, i sensi funzionano in maniera chiara e finalizzata. Quando la mente é chiara e trasparente come le limpide acque di un lago di montagna, allora riflette tutto quello che le sta attorno. Questa capacità di una mente pacificata di entrare in risonanza con l’ambiente circostante cogliendone le sottili sfumature costituisce la base per lo sviluppo di un’altra caratteristica fondamentale: l’intuizione. L’intuizione appartiene al regno dello spirito é come questo non può essere allenata direttamente, é un frutto che sorge spontaneamente quando tutte le condizioni coincidono. Come un contadino non lavora direttamente sul frutto, ma sul terreno e sulla pianta, così per sviluppare l’intuizione bisogna lavorare sul rilassamento e sulla pace interiore. Il contadino sa per esperienza che per ottenere dei buoni frutti non deve forzare la natura, ma deve seguirla e aiutarla nel suo compito. Non può tirare il grano per farlo crescere più in fretta, ma deve avere una infinita pazienza per farlo giungere a maturazione. Sa che non é lui a far maturare i frutti, ma é perfettamente conscio degli sforzi quotidiani che deve compiere affinché la natura svolga la meglio la sua azione. Analogamente si deve comportare il praticante. Ogni tensione fisica o emotiva allontana l’obiettivo; andare oltre per eccesso di tensione é lo stesso che rimanere indietro, in ambedue i casi non lo si coglie. Bisogna liberarsi di ogni tensione e portare l’attenzione sui giusti mezzi e sul giusto modo di fare; solo allora si svilupperà quella tranquillità che assicura l’efficacia dello sforzo, un bel giorno l’obiettivo sarà raggiunto in modo del tutto spontaneo. Sarà come cogliere un frutto maturo, un premio naturale prodotto dall’unione armonica delle cinque qualità della mente ( Volontà, Attenzione, Concentrazione, Coscienza, Consapevolezza ), che sono, metaforicamente, come le dita di una mano che agendo assieme staccano il frutto maturo dall’albero.
Dalla volontà si sviluppa l’attenzione, e quando si é “ volontariamente attenti “ si sviluppa la concentrazione. Quando si è in grado di “ concentrarsi volontariamente “ senza interruzioni per il tempo che si desidera, allora si sviluppa una introspezione così costante da fare emergere uno stato di coscienza più profondo, che produce una nuova dimensione di esperienza personale in perfetta armonia con la nostra fonte più vera. Quando questo avviene la mente si apre ad una conoscenza d’ordine superiore che sviluppa la vera consapevolezza. La fusione armonica di queste cinque qualità della mente aprono le porte della pura intuizione e lo Yi evolve nello Shen.
“Il Pensiero di una Mente Pura é Pura Intuizione”
“La Pura Intuizione é Pura Percezione”
“La Pura Percezione é Pura Sensibilità”
Sviluppare la sensibilità richiede un particolare lavoro sia sul corpo che sulla mente, come una sensibilissima bilancia dobbiamo essere in grado di percepire le differenze e le variazioni toniche dei nostri muscoli e dei nostri stati emotivi, senza questa abilità non c’é apprendimento, ne evoluzione nella capacità di apprendere. Rigidità ed eccessivo uso della forza tolgono sensibilità , al contrario la sensibilità e la leggerezza affinano la percezione così che anche una piuma che sfiora il corpo può essere avvertita. Tutto il corpo e in particolare braccia e gambe debbono diventare come degli acuti sensori che tengono sotto controllo l’ambiente circostante e l’avversario, avvertendone ogni minima variazione così da adeguare perfettamente ogni azione alla sua. Se non si sviluppa la sensibilità allora bisogna imparare ad essere veloci per essere in grado di parare o schivare un eventuale attacco, se invece si ha la perfetta percezione dei suoi movimenti lo si può precedere anche con un movimento relativamente lento. Molto spesso le tecniche più spettacolari nascondono, nella rapidità del gesto, una scarsa percezione. I veri maestri non sono mai spettacolari, la loro azione é sempre perfettamente calibrata, poco o niente traspare all’esterno, fuori sembra lento, dentro é veloce come il fulmine.
“Chi é lento nello spirito deve essere veloce con il corpo”
Notizie sull’autore:
Flavio Daniele, laureato in ingegneria, vive a Bologna dove insegna arti marziali interne (Taiji stile Chen e Yang, Xing-Yi), Qi Gong e Shaolin kung-fu. Dirige la Scuola Italiana di Arti Marziali Interne NEI DAN per la formazione di istruttori - Tel. 051 - 239578. Ha cominciato la pratica alla fine degli anni sessanta con il Karate Shotokan ( 3° dan J.K.A.) e con lo Yoga. E’ autore del libro “Le Tre Vie del Tao” - Meb Ediz. e di un video sul Taiji di stile Yang (distribuito in libreria ) edito dalla Red.
Chi fosse interessato ad approfondire le arti marziali interne può contattarlo allo 051 239578 oppure 0347 8701436

Rapporto tra corpo, mente ed energia
Di Flavio Daniele
Una reale comprensione del concetto di energia, sia da un punto di vista teorico che pratico, non puo' prescindere dalla dimensione fisica e da quella mentale. I tre aspetti non possono essere trattati separatamente perché costituiscono un tutt'uno inscindibile simile a un ologramma, dove ogni parte contiene le altre, e il lavoro svolto su una qualunque influenza in maniera diretta anche le altre.

Nel Taiji Quan, per evidenziare il profondo legame tra le varie componenti, si dice che “la mente comanda, l’energia segue e il corpo esegue”. Questo antico detto, oltre ad avvalorare quanto appena espresso, definisce una sorta di gerarchia funzionale tra quelli che i maestri chiamano le “I Tre Poteri o Le Tre Armonie ” e cioè:
1° - Il potere del corpo (Li),
2° - Il potere dell’ energia (Qi),
3° - Il potere della mente (Yi).
* Yi - Potere della Mente
Lo “Yi” lo potremmo definire il “primus inter pares” e il ‘trait d’union’ tra Li (dimensione fisica) e Qi (dimensione energetica).
Esso può, simbolicamente e sinteticamente, essere inteso come la qualità di colui che perfettamente centrato nel proprio spirito controlla sia il proprio corpo che la propria mente.
In realtà é una idea molto più complessa che coinvolge la mente, nei suoi molteplici aspetti, il corpo, con le sue potenzialità e lo spirito o Shen.
Secondo la tradizione cinese Yi ( il pensiero ) nasce dall’energia spirituale o Shen, come tale rappresenta ‘il Pensiero o l’Immaginazione Creatrice’, che si manifesta attraverso l’organo Xin o cuore ( dove il carattere Xin indica non solo il cuore inteso come organo, ma anche il cuore come centro dell’attività mentale, quindi come sinonimo di mente ). Infatti l’antico ideogramma Yi era composto dal carattere cuore con sopra il carattere suono, che in senso lato può essere inteso come la “Voce o la Risonanza del Cuore ” ). Queste relazioni tra energia spirituale ( Shen ) e pensiero ( Yi ) e tra cuore ( Xin ) e pensiero, non sono in contraddizione ma chiariscono in maniera precisa il luogo fisico nell’essere umano in cui questa forza creatrice si manifesta. Non si dice forse: “ Ti parlo con il cuore in mano “, quando si vuole intendere che si è profondamente sinceri?
Yi lo possiamo sinteticamente esprimere con ” cuore-mente ‘ che implica, quindi, il concetto di “consapevolezza intuitiva”; dove le due parole “consapevolezza” ed “intuizione” sono intese nel loro significato più pieno ( cfr. il libro “Le Tre Vie del Tao” - pag. 46 e pag. 180 ) e cioè la capacità di “conoscere e di esserne coscienti” senza mediazioni “intellettuali” in maniera diretta ed immediata, come implica la parola intuizione che etimologicamente significa “essere in Dio” , dal greco en (in) e theòs (Dio) , che in senso lato é quella che i maestri chiamano “conoscenza del cuore”. Opportunamente sviluppata permette una presa di coscienza delle potenzialità del corpo e della mente. E’ lo stato in cui non c’é disarmonia tra pensiero ed azione, in cui la consapevolezza si fonde con l’azione, facendo si che i movimenti del corpo siano perfettamente allineati al flusso della nostra “intenzione cosciente”, é una specie di “estasi” non mistica, che rappresenta uno stato di fusione, di assorbimento totale in quello che si sta facendo, dimentichi di ogni cognizione spazio-temporale. Alcuni grandi campioni sportivi la chiamano la “Zona” e la definiscono come uno “stato” nel quale “l’eccellenza delle prestazioni” non richiede sforzo alcuno.
Corpo, mente ed energia si fondono in un più alto stadio dimensionale, che rappresenta la quintessenza delle potenzialità individuali: lo stadio Spirituale o Shen.
Il Taiji rappresenta un metodo scientifico ( nell’accezione più occidentale del termine) per sviluppare questo stato in maniera cosciente. Da notare, infine, come ” Yi ” significhi anche “anticipare” ( E’ naturale, per una scrittura composta da segni ideografici, avere molteplici significati per una sola parola ). Importante nel taiji quan il concetto della mente che ‘ anticipa’ , che ‘intuisce’ le intenzioni dell’avversario.
Nel Taiji Quan e nelle arti marziali in genere Yi é assolutamente basilare, perché i risultati che si otterranno dipendono essenzialmente da essa. Per questo é opportuno cercare, nei limiti imposti dalla parola scritta, di spiegarne i vari significati e specificare i molteplici contesti in cui viene usata. Secondo l’ambito in cui agisce, Yi assume sfumature a cui corrispondono significati con diverse valenze e diversi livelli di realizzazione. Per la lingua cinese é normale sintetizzare in un ideogramma concetti complessi che nelle lingue come quelle occidentali richiedono lunghe spiegazioni ed é per questo Yi può essere tradotta come idea, attenzione, intenzione e volontà cosciente (Yi Nian); consapevolezza, coscienza e intuizione (Yi Shi). Vediamo quindi di stabilire questa ‘gerarchia funzionale’ per una comprensione e un uso ottimale della stessa.
YI NIAN - attenzione, volontà cosciente, intenzione
L’attività della mente non si ferma mai, l’uomo normale é continuamente coinvolto in un dialogo interiore senza sosta, che impedisce la calma ed agita i pensieri come il vento le acque di un lago.
La quiete del pensiero cosciente, che presiede all’equilibrio di tutte le attività dell’organismo, é la condizione minima indispensabile che il praticante deve raggiungere per avviare il processo di pacificazione (Jing) della mente (Yi). Il suo strumento principale é l’attenzione, strettamente legata alla capacità di concentrazione, che a sua volta, altro non é che la focalizzazione volontaria dell’attenzione.
Pacificazione, attenzione, concentrazione e intenzione, sono strettamente correlate in una specie di “circolo virtuoso” che si autoalimenta.
Ci sono molti modi per entrare nel “flusso”, sicuramente la capacità di focalizzarsi esclusivamente ed intenzionalmente su quello che si sta facendo, in uno stato di profonda concentrazione ne rappresenta l’essenza.
L’Attenzione
“Attento come un gatto che punta un topo “ . Questa immagine, spesso abusata, sintetizza in maniera esemplare, nell’immaginario collettivo, l’archetipo della perfetta attenzione. Ma l’attenzione di cui parliamo é di ordine diverso ed é peculiare dell’essere umano. Essa é nello stesso tempo una delle capacità più elevate e meno sviluppate che possediamo: l’attenzione cosciente. Vediamo, quindi, di chiarire la differenza sostanziale che intercorre fra l’attenzione istintuale di un gatto affamato e l’attenzione cosciente dell’essere umano. Il gatto non ha possibilità di scelta, l’istinto della fame lo obbliga alla concentrazione totale di tutte le sue energie sul cibo-topo. Tutti gli animali hanno queste risposte coatte e reattive sotto l’impulso degli istinti fondamentali. Anche gli esseri umani sono soggetti a questi stessi istinti che condizionano il comportamento é impongono una attenzione intensa in determinate situazioni: pericoli di vita, forte eccitazione sessuale ecc. . Questo tipo di attenzione non cosciente, non é il risultato di una scelta, si produce automaticamente quando per un caso fortuito, le condizioni interne (istinti, bisogni, desideri) e quelle esterne coincidono.
La vera attenzione, al contrario, nasce dalla scelta consapevole di orientare e focalizzare l’intento o volontà della mente nella direzione scelta, indipendentemente da qualunque necessità o condizioni esterne.
Questa capacità di astrazione, tipicamente umana, che abbiamo chiamato attenzione cosciente opportunamente sviluppata é la condizione indispensabile per una reale crescita interiore. Solo grazie ad essa possiamo staccarci dalle situazioni contingenti e volgere all’interno il nostro sguardo per attivare le enormi potenzialità interiori.
Un attenzione forte é frutto di un intento inflessibile .
Chi, dopo anni di pratica, non ha raggiunto dei risultati apprezzabili lo deve, probabilmente, alla mancanza di attenzione e volontà, senza di esse non si sviluppa la percezione della propria energia interna (Qi). Molti sono i praticanti che, pur seguendo la disciplina con amore e diligenza, non avendo sviluppato lo Yi nei molteplici aspetti appena esaminati, non fanno progressi nella pratica, perché ingannati dalle loro stesse sensazioni non riescono a decodificare i messaggi del corpo.
Allenare la mente
Yi può essere allenata come si allena un arto, cominciando con piccoli esercizi di immaginazione creativa, fino ad arrivare alle sofisticate tecniche, messe a punto da generazioni di maestri nel corso dei secoli, quali l’imitazione degli animali e dei fenomeni naturali( il turbinare del vento, la potenza devastatrice del lampo, il fuoco, l’acqua) che creano una identificazione totale in grado di sviluppare straordinari poteri fisici e mentali. Un semplice esercizio che può essere fatto é congiungere pollice indice immaginandoli come un anello d’ acciaio, finché si riesce a tenere ferma quest’immagine nella mente, diventerà molto difficile per chiunque separarli. Altri esempi del potere eccezionale della mente sono gli atti compiuti sotto ipnosi, in situazioni estreme di pericolo, o ancora la tremenda forza dimostrata dalle persone colte da raptus isterici. Questo può succedere perché ci sono determinati ’stati indotti’, in cui la mente in situazioni non ordinarie quali malattie, stati allucinatori, pericoli, non più vincolata dai normali parametri “razionali’, agisce senza senso di limite liberando fonti inaspettate di energia. Questi ‘ stati indotti’ oltre che subiti, possono essere creati sotto la guida del pensiero cosciente (Yi). Inizialmente si usa la propria capacità immaginativa, poi, una vota appreso il meccanismo, tutto avviene naturalmente senza sforzo cosciente.
Flavio Daniele


Potere d'ascolto
Il test d’ascolto (DONG JIN / DING JIN) è un elemento di grande importanza nella pratica perché, grazie a questa azione, ci permette d’individuare la qualità del nostro lavoro, i vuoti strutturali, le mancanze nella nostra esecuzione.

POTERE D’ASCOLTO/POTERE DI COMPRENSIONE
DONG JIN/DING JIN
 Nell’allenamento in coppie al combattimento non ci sono le regole, non ci sono le tecniche, solo Ding Jin (la forza che ascolta) e Ding Jin (la forza che comprende), ascoltare e diventare consapevoli del Jin del proprio corpo e poi ascoltare e capire quello dell’avversario per potere controllarlo e dirigere. Devi sviluppare l’istinto, non c’è tempo per pensare, ci sono troppe tecniche . quando due tigri si combattono, non ci sono tecniche, combattono e basta.
Tratto da: LE TRE VIE DEL TAO
Di: FLAVIO DANIELE*
M° Flavio Daniele. Fondatore della NEI DAN SCHOOL (Scuola di arti marziali interne e discipline energetiche), vive a Bologna, dove insegna Taiji Quan stile Chen e Yang, Xing-Yi Quan e Nei Gong. Dalla metà degli anni ottanta si dedica esclusivamente allo studio delle arti marziali cinesi. Collabora con le maggiori riviste italiane (Samurai, Arti d’Oriente, Enertao), e straniere (Taiji Magazine). Ha pubblicato  vari libri sul tema..
 Nella pratica del Taiji, del Tui shou, del Qi gong, del Nei gong e delle arti marziali in generale ci sono dei momenti in cui il praticante necessita di conoscere la direzione della rotta, di sapere valutare il proprio lavoro e orientare la propria pratica, non tanto per verificare la velocità del proprio progresso quanto piuttosto per capire perché non si sta progredendo.
 Il test d’ascolto (DONG JIN / DING JIN)
è un elemento di grande importanza nella pratica perché, grazie a questa azione, ci permette d’individuare la qualità del nostro lavoro, i vuoti strutturali, le mancanze nella nostra esecuzione. È fondamentale per comprendere l’efficacia dei propri movimenti nella pratica. Ci permette di giungere a  quell’autoconsapevolezza che  non risolve i nostri problemi però ci permette d’individuare e comprendere quello che manca, dove manca, e l’azione da prendere per correggere eventuali errori di pratica.
Il test d’ascolto (DONG JIN / DING JIN)ci permette inoltre di sviluppare quella sensibilità al tatto (pen-jin) fondamentale nel lavoro a due, che va studiata e sviluppata, sentita e vissuta.
Notizie sull’autore:
IL M° FLAVIO DANIELE

fondatore e guida della Nei Dan, vive a Bologna, dove insegna Arti Marziali
Cinesi (Taiji Quan, stile Chen e Yang, Xin Yi Quan dei 10 Animali e delle 6
Armonie e Shaolin Quan) e discipline di sviluppo mentale ed energetico ( Qi Gong
). Inizia la pratica nel 1967 con il Judo, che lascia dopo tre anni, e con il
Karate Shotokan che porta avanti per oltre 15 anni, raggiungendo nel 1980 il 3°
dan sotto la scuola del M° Hiroshi Shirai. A cavallo tra la fine degli anni
settanta e l’inizio degli anni ottanta comincia le prime esperienze delle arti
marziali cinesi. Intorno alla metà degli anni ottanta abbandona definitivamente
l’insegnamento del Karate e dello Yoga, che aveva iniziato nel 1970, per
dedicarsi esclusivamente allo studio dell’ arti marziali cinesi. Nel 1996
lascia anche la professione d’ingegnere informatico per dedicarsi
esclusivamente al loro insegnamento e diffusione. Sfruttando la sua lunga
esperienza nelle arti marziali e nello studio delle discipline orientali (
Yoga, Zen, Taoismo ) e delle psicoterapie moderne occidentali, ha messo a
punto, per la pratica marziale, il TAO G. E. D. for Marzial Arts - La Via ( Tao
) dello Sviluppo Energetico Globale. ( G.E.D. = Global Energetic Development )
per le arti marziali- , tecnica di sviluppo delle proprie potenzialità
fisico-energetiche e mentali: integrazione armonica fra le moderne metodiche
didattiche occidentali e le antiche tecniche di controllo mentale, di
potenziamento fisico ed energetico orientali. E’ autore dei libri “ Le Tre Vie
del Tao “ edito dalla Meb nel 1997, "I Tre Poteri del Taiji Quan"
edito dalla Luni nel 2001, "La forma Antica del Taiji Quan Stile
Chen" ed "Il potere segreto del corpo nelle Arti Marziali" editi
sempre dalla Luni nel 2003. E' autore anche di un video didattico sul Taiji
stile Yang e di una serie di video didattici sugli antichi metodi di
potenziamento fisico-energetici del corpo (Nei Gong). Ha collaborato con la
facoltà di Scienze Motorie dell'Università di Bologna e scrive per le maggiori
riviste italiane (Samurai, Arti D'Oriente, Enertao) ed estere di arti marziali
e scienze dello spirito. Suoi articoli sono apparsi in Spagna e sulla rivista
americana Taiji Magazine, la più prestigiosa rivista internazionale di arti
marziali interne. E' comparso sulla rivista Panorama (nov. 1999), su Repubblica
Salute (maggio 2003) e su due delle più importanti riviste giapponesi di Arti
Marziali.
IL SISTEMA DI ESERCIZI PER LO SVILUPPO DELLA FORZA INTERNA INSEGNATO DAL M° GEORGE
XU ED ELABORATO E SISTEMATIZZATO DAL M° FLAVIO DANIELE NEI SUOI LIBRI E NELLA
SERIE DI VIDEOCASSETTE (vedi il sito del M° Daniele:www.taichineidan.com) E’ UTILIZZABILE DA TUTTI I PRATICANTI DI ARTI MARZIALI E SPORT DA COMBATTIMENTO CHE VOGLIONO MIGLIORARE LE PROPRIE
PRESTAZIONI MARZIALI SVILUPPANDO IL POTERE INTERNO DEL CORPO, E DA TUTTI COLORO
CHE VOGLIONO MIGLIRARE LA PROPRIA ENERGIA E LO STATO GENERALE DI SALUTE.

Informazioni: NEI DAN SCHOOL
neidan@libero.it
M° FLAVIO DANIELE Infotel: 051 239578 - 347 8701436
NEI DAN SCHOOL VIA DE’ COLTELLI 21 - 40124 BOLOGNA